clicca sulla foto per vedere il video

sabato 21 settembre 2013

Quando il Salento ti entra dentro al cuore




Ciao    amici,anche  quest'anno  diversi amici conosciuti su facebook, nel mio gruppo "quattro chiacchiere e quattro risate..ma non solo" sono venuti a trovarmi  nel  Salento.Esattamente Mimmo,Irene,Mary,ai quali si sono aggiunti gli amici del posto come Elda,Paola,Gianni,Carla.
 Abbiamo trascorso dei giorni meravigliosi,ma la frase che mi ha colpito in modo particolare da parte di Mary(un'amica che per la prima volta visitava il Salento)è stata ...".il Salento ti entra dentro,il Salento mi è entrato dentro".
Sentire questo per un Salentino verace come me è stato bellissimo.La stessa Mary,sempre nel gruppo di facebook ha fatto un bellissimo racconto del suo viaggio nel salento.
Ecco esattamente cosa scrive Mary
  • " Nel mio viaggio nel Salento mi sono chiesta cosa mi aspettassi io dal Salento.Ecco volevo che il salento mi entrasse “dentro”.Per far ciò dovevo capirne “l’anima”.Ed avevo deciso. Semplicità,schiettezza,allegria,natura.Vedere i secolari ulivi salentini,i menhir,ed i dolmen, paesaggi rurali, fatti di grandi terre coltivate , tutti delimitati secondo il volere della tradizione, da lunghi muretti in pietra, detti a secco.In quei posti sembra che nulla sia stato intaccato dalla civiltà,donando all’occhio di chi li visita, un’atmosfera semplice e familiare,come d’altri tempi..Guardando un “pajaru”avevo la sensazione di vedere di li a poco,qualcuno che per ripararsi da un temporale vi si riparava sotto, tutto in un atmosfera nuova ed interessante, dal punto di vista paesaggistico,storico,naturale..e dell’operosità dell’uomo..

E io cara Mary,cari amici,vi aspettiamo e con me vi aspetta il Salento,vi aspettano gli amici come Gianni,Carla,Elda,Marina,Paola....e  tanti....ma proprio tanti  ancora.

Con simpatia e affetto
Giò Vilei


(per vedere il video clicca sotto)

http://youtu.be/9cxbn5exnFM

giovedì 8 agosto 2013

Come eravamo noi Italiani...e in particolare noi Salentini(guardate il video)




Ciao  amici,
buone  vacanze.Vi invito a guardare il video da me  realizzato  su  come  eravamo.....tanti anni fa  noi italiani  e soprattutto noi salentini.
Chi non è più giovanissimo come  me  ricorda  benissimo questi oggetti,questi paesaggi e ricorda sicuramente  le   emozioni.
Ai giovani vorrei far presente  come eravamo,perchè questa è la nostra storia.
Guardate il filmato,cliccando sul linck
Un abbraccio


Giò Vilei

lunedì 10 giugno 2013

Le ville storiche sul litorale di Santa Maria di Leuca


(guardate il video cliccando sul linck)


(facciata  Villa Daniele Romasi)


Ciao  amici,
se vi trovate a visitare il Salento,di tanto in tanto a Santa Maria di Leuca si organizzano delle giornate per vedere i giardini e le ville storiche sul litorale.Ieri,9 giugno, ho potuto ammirarle con diversi miei amici quarantasettini....e non solo.A dire il vero si ammira il giardino e solo l'esterno delle ville e forse i proprietari dovrebbero fare uno sforzo ulteriore per mettere a disposizione dei visitatori anche l'interno della villa.
Siamo stati accompagnati da una guida  che ci ha illustrato la storia di queste ville e direi anche molto professionalmente.

Sul lungomare di Santa Maria di Leuca, splendida località posta all’estremità meridionale del Salento, potrete ammirare delle vere meraviglie: si tratta delle ville ottocentesche, ognuna unica nel suo genere. Costruite per la maggior parte nella seconda metà dell’Ottocento, queste lussuose abitazioni testimoniano che questa città era scelta come luogo di villeggiatura delle più ricche famiglie del Salento, attirate dalla bellezza della costa.
Attorno al paese sono così sorte imponenti ville, ognuna con il suo stile architettonico: alcune rigorose, altre stravaganti. I progettisti, nel decorare questa abitazioni, si sono cimentati nel neogotico e nel neomoresco, nel neoclassico e nel neopompeiano, nel neoionico e, addirittura, anche nel “cinese”.
Tutte le ville sono accomunate dalla presenza di alcuni elementi fissi: un parco nella parte anteriore, un giardino utilizzato per la coltivazione di ortaggi e frutti nella parte posteriore, una cappella privata con l’immagine della Madonna, un pozzo per l’acqua potabile, una stalla e una rimessa. Gli interni, poi, sono decorati con affreschi, mosaici, mobili di lusso e suppellettili.
Particolarità unica, poi, sono le cosiddette “bagnarole”: si tratta di piccoli ambienti costruiti sulla scogliera, con all’interno una vasca ricavata nella roccia e riempita d’acqua. Queste costruzioni erano utilizzate dalle dame per fare il bagno senza farsi vedere. Alcune di esse sono ancora in piedi e si possono ammirare dal lungomare.
Tra le ville meglio conservate sono da citare e da vedere:
Villa Meridiana, con facciata in stile art decò – eclettico, l’orologio solare da cui prende il nome e una piccola lanterna a pianta esagonale che permette di osservare il panorama;
Villa Episcopo, di gusto orientale, con i tetti che richiamano le pagode cinesi;
Villa Daniele-Romasi, in stile moresco, denominata “La nave” per la sua ampiezza e la sua forma caratteristica;
Villa Maruccia, dallo strano gotico misto a richiami in stile egizio;
Villa Fuortes, più sobria e di gusto classicheggiante.

Giò Vilei

sabato 19 gennaio 2013

Le serenate di una volta



Ciao   amici,
giorni fa,sentivo cantare per strada.Mi sono affacciato dal balcone e ho visto dei ragazzi cantare con il karaoke una canzone d'amore ad una ragazza che doveva sposarsi.Questo mi ha fatto venire in mente quanto mi raccontava  mia  mamma....."u Luca meu(mio papà)...vinne arretu la porta cu doi amici soi culla fisarmonica e me cantau a serenata.Iou stia scusa arretu la finesca e sintia tuttu...comu me piacia"
Infatti si usava andare a fare la serenata alla persona amata con la fisarmonica o con la chitarra.
 Il repertorio di canti popolari salentini è pieno di canti d'amore. A volte un canto è una dedica nei confronti dell'amato/a, altre volte alcuni versi d'amore s'inseriscono in un tema di più ampio respiro. Ad ogni modo quello dell'amore è il tema principale delle musiche popolari.

Ecco una bellissima canzone popolare

 
                                 Canuscu ‘na carusa

                                                   Canuscu ‘na carusa tunna e beddha
 
vicinu casa mia staie te casa.

Iddha se chiama Nina e tene l’occhi

ca ci li guardi tie, te ne ‘nnamura

E’ propriu cusi beddha comu na stiddha

e ci uliti la vititi eccula quai.

Oh Nina, ci me piaci quannu balli,

ca comu balli tie, jeu essu pacciu.

Oh Nina, li capiddhi rizzi e niuri

la notte me li sonnu su lu cuscinu.

Iou tegnu na chitarra tutta rotta

ca quannu balli tie ca meju sona

Le attuali serenate con il karaoke......sono tutta altra  cosa.
Un caro saluto a tutti voi   amici
Giò Vilei


http://youtu.be/r9-MToYiF4Q

martedì 9 ottobre 2012

Il mio gruppo di amici su facebook "noi,nati nel 47" nel Salento

Ciao amici
Anni fa  decisi  di creare un gruppo  su facebook "noi,nati nel 47".Questo gruppo di amici a differenza di altri gruppi oltre ad incontrarsi virtualmente  nella pagina  del gruppo si  è incontrato  almeno  tre volte l'anno in diverse città d'Italia e  continuerà ad incontrarsi negli anni  futuri. Quest'anno, esattamente nel mese di Giugno  si è incontrato nel  Salento per festeggiare  i 65 anni.Gli amici sono rimasti entusiasi  del Salento e  qualcuno ritornerà anche l'annno prossimo.
Grazie amici per le emozioni che mi avete regalato
Nella sezione foto ho voluto documentare questo incontro che rimarrà nella storia.
Un caro  saluto
Giò Vilei


(cliccate sul linck per vedere il video)
 http://youtu.be/FuTPCWYvQC0


giovedì 5 aprile 2012

Cosa visitare,cosa mangiare,come divertirsi nel Salento


Amici che amate il Salento o che visitate per la prima volta il Salento, ecco un elenco,secondo me, di luoghi che si debbono visitare,di cose da fare,di cibi da assaggiare.

Chiaramente è solo un assaggio…..perchè ogni luogo del Salento è caratteristico e ogni cibo è prelibato.



La chiesa di Santa Croce,l’anfiteatro e il palazzo dei Celestini a Lecce.

La cattedrale e il suo mosaico ad Otranto.

Il percorso megalitico a Giurdignano

Le feste patronali  e le sagre paesane durante il periodo estivo(Santa Domenica a Scorrano-San Rocco a Giurdignano-San Pietro e Paolo a Galatina ecc ecc )

Il posto dove sorge prima il sole in Italia(Palascia-Otranto)

Santa Maria di Leuca e il suo Santuario

La città bianca, Ostuni

Le grotte della zinzulusa a Castro Marina

Gita in battello lungo la costa(Castro-Santa Maria di Leuca)

Il tramonto sullo jonio

Tuffarsi dal ciolo,per gli esperti nuotatori

Andare alla “notte della taranta”

Fare il bagno a porto Badisco

Visitare il bellissimo centro medievale di Specchia

Visitare Taranto e il suo ponte girevole
Visitare la città di Brindisi

Una bella passeggiata lungo la litoranea Otranto-Santa Maria di Leuca,proseguendo per Gallipoli e Porto Cesareo

Visitare la cava di bauxite ad Otranto

Visitare le tavole di San Giuseppe a Giurdignano

Prendere un caffè in ghiaccio e un pasticciotto a  Lecce

Prendere un gelato da Dentoni a Torre dell’orso o da Nicola e Rita a Cocumola

Andare alla festa de lu mieru a Carpignano o alla festa delle municedrhe a Cannole

Mangiare “ddo rizzi”(si fa per dire io ne mangio 50 la volta) alla trattoria le tajate a Porto badisco.

Mangiare la frisella cullu pimmitoru

Mangiare lu purpu alla pignata

Mangiare le orecchiette e cime di rapa o le sagne ncannulate  fatte  in casa

Mangiare la puccia culle ulie al panificio Protopapa a Giurdignano

Mangiare nu rusticu al bar del centro a Maglie

Assaggiare la scapece alle feste paesane

Assaggiare li pimmitori scattarisciati e  li pampasciuni e perché no,anche la cunserva mara

Mangiare i gamberi e scampi di Gallipoli

Visitare e pranzare alla masseria “le Stanzie”vicino Supersano

Visitare e pranzare all’agriturismo “le tajate” tra Otranto e porto Badisco.



  Un caro saluto a tutti voi amici e buon divertimento se venite nel Salento



Gioacchino

lunedì 6 febbraio 2012

28 gennaio 1947-28 gennaio 2012. I miei 65 anni


Ciao   amici,
sono trascorsi 65 anni da quel lontano 1947.Mi viene  ancora  in  mente quello che mi raccontava mia  mamma.
" Quel giorno faceva  molto  freddo.Nel tardo pomeriggio incominciai a perdere le  acque e tuo zio andò a Palmariggi col biroccio a prendere la mammana(l'ostetrica).A Giurdignano non c'era l'ostetrica  e  veniva  quella  di Palmariggi,un paese vicino.Il parto si protrasse per tutta la notte e consumammo un  quintale di  asche(legna) per riscaldarci  allu cantune(al camino)-Poi verso le cinque nascesti tu ed eri bellu grossu".

Le donne,infatti,   partorivano in  casa e  i mezzi  di locomozione oltre la bicicletta erano il traino e il biroccio.
L'unico  vantaggio,si fa per dire,rispetto ad  adesso è che il luogo di nascita figurava  Giurdignano.Ora, invece, compare Maglie o Poggiardo che sono  gli ospedali più vicini dove le donne di Giurdignano vanno a partorire .
Oggi la  funzione del  biroccioè solo ornamentale.
E' anche questo un modo per ricordare gli usi e i costumi di un  tempo......dopo  65  anni.
Un caro saluto a tutti voi
Giò Vilei


A quel tempo i bambini  venivano  fasciati  con  delle  fasce lunghissime,come  nella  foto.(la foto è del mio amico Paolo Bovolenta) 

lunedì 23 gennaio 2012

Le colazioni d'un tempo:latte e frisonculi,mursifritti

Ciao  amici,
la colazione è ed era una cosa importante  al mattino.C'è una sostanziale differenza tra le colazioni di oggi, ricche di brioches,marmellate,nutella,biscotti e la colazione di tanti anni fa con latte e frisonculi o mursifritti.
Chi non è più giovanissimo come me lo ricorda benissimo.I soldi scarseggiavano e bisogna accontentarsi.Quasi tutti facevano in casa il pane e le friselle.Prima di incominciare a mangiare le friselle si mangiavano i frisonculi(pezzetti di friselle che si sbriciolavano durante la preparazione) che si abbinavano benissimo con il latte la mattina.
Parecche famiglie,ricordo ancora mia nonna quando li preparava, al mattino facevani i mursifritti, prima di andare in campagna.Si univano e mescolavano tutte le pietanze del giorno prima:verdure,pasta,fagioli ecc e veniva fatta  al  camino dentro "u quatarottu"(una pentola grande che si usava al camino o meglio allu cantune)  

Questa è la ricetta dei mursifritti del mio amico  Giuliano Longo:

Ingredienti(quelli che si hanno a portata di mano avanzati dal giorno/i prima)
legumi già cotti(fagioli o piselli)-cicorie di campagna(cicuredre)-pasta -rape-2/3 friselle spezzettate-olio d'oliva-acqua e sale quanto basta.


Preparazione

In una pentola capiente,mettere tutti gli ingredienti sopra descritti,velarli d'acqua,salare,aggiungere olio d'oliva e mettere a fuoco dolce in modo che cuocia tutto lentamente,coprendo la pentola con un coperchio.
Lasciar cuocere senza mai mescolare.Solo quando l'acqua sarà del tutto assorbita,cominciare a mescolare sino a quando sul fondo della pentola comincerà a formarsi una crosticina che non dovrà bruciare,per non far prendere il sapore di fumo alla pietanza.

Tutto questo per dirvi che vanno bene le attuali colazioni ma non dimentichiamo la nostra storia

Un caro saluto
Giò Vilei

lunedì 26 settembre 2011

Fatti mandare dalla mamma...a prendere il latte(cliccate per vedere il video)


Ciao amiche ed  amici,

penso che conoscerete questa bella canzone  di Gianni Morandi degli anni 60......fatti mandare dalla mamma a prendere il latte.Non so se Gianni Morandi si sia ispirato a  qualcosa  che faceva o che aveva fatto da piccolo ma forse sì, perchè anche lui ha vissuto in un piccolo centro agricolo come  me  e come tanti amici  salentini.

Negli anni 50,inizio anni 60,si usava infatti,andare a prendere il latte  da  qualche famiglia che aveva le mucche e vendeva il latte.Proprio così,aveva le mucche in casa  o quasi e la vendita del latte era uno dei sostentamenti familiari.

C'erano anche degli appositi contenitori dove mettere il latte "u puzzunettu".Quello che vedete in foto è proprio il mio con il quale andavo a prendere il latte.Sono riuscito,infatti,quest'anno a raccogliere tantissimi vecchi oggetti che rappresentano la nostra storia,la nostra cultura e collocarli in degli scaffali,proprio in un mio locale che negli anni 50 era una stalla.

A tal proposito se volete vedere le foto di altri oggetti che ci appartengono,guardate le foto inserite sotto il blog.

Un caro saluto a  tutti  voi

Giò Vilei

martedì 29 marzo 2011

Mamma-poesia in dialetto Salentino di Gioacchino Vilei



(Dalla mia raccolta  di poesie in dialetto salentino del 1991)


Mamma
(dedicata  a mia madre)

Poeti,cantanti,scrittori,artisti
tutti hannu scrittu versi insuperabili
pe la mamma.


Iou nu su nienti rispettu a quisti,
ma nu boiu fazzu cattiva ficura
propriu cu signuria,Mamma.


Ce taggiu dire?
tante cose,ma soprattuttu
ca stampi comu lu tou
nun ci ne cchiui.


Sempre disponibile,premurosa,
sicura e curretta cu tutti.

Nu face nienti ca lu Signore
ta date tante sofferenze de ogni tipu:
Signuria si stata sempre cranne e l'hai
superate sempre cu rassegnazione.

Prima de tuttu li fiji toi,poi l'autri
e poi se è statu possibile,hai pinsatu pe Signuria;
ma sta possibilità è rimasta spessu nu sognu.

Mamma moi me manchi tantu a Milanu
ma speru cu tornu quantu prima
a Giurdignanu.


Jou e li fiji toi te dicimu grazie,
Mamma,de quidrhu ca hai fattu pe nui


Gioacchino Vilei

(commento personale)


Mia mamma è stata la persona più importante della mia vita  e mi manca  tanto da quando non c'è più tra noi.

Giurdignanu nosciu(la nostra Giurdignano)-poesia in dialetto salentino di Gioacchino Vilei



GIURDIGNANU NOSCIU
(dedicata a fraima lu Ginu)


Giurdignanu nosciu
nunnè grande,ne bellu
ma caratteristicu e
cu tanti monumenti antichi
e tanti bravi cristiani:
li dolmen,li menhir,
centuporte,la chiesa bizantina
e soprattuttu la
culonna de santu Roccu

Moi s'è puru rimodernatu,
culla trattoria degli amici
e lu locale Nostra signora dei turchi.
Giurdignanu nu tene lu mare
ma d'estate tene tanti turisti
Giurdignanesi ca stannu luntani
e tanti cristiani ca venene in vacanza.


E' caratteristicu per le
sue case bianche,basse,e
famosu poi per le feste patronali:
Santu Roccu,San Giuseppe,
la fera della Madonna del Rosario
e tante autre.
Giurdignanu,sij grande!!!!!

Gioacchino Vilei

(commento personale)
Giurdignano è un piccolo centro ma ricco di storia.Qualcosa l'amministrazione sta valorizzando e spero che continui a farlo.

Lu chierichettu(il chierichetto)-poesia in dialetto salentino di Gioacchino Vilei

LU CHIERICHETTU


Quannu erane vagnoni
più o meno tutti quanti
imu fattu li chierichetti
iou forse cchiui de l'autri
percè su sciutu puru in seminariu.

Comu pariune belli
culla cotta ianca
e comu me piacia quannu
putia fare lu capu chierichettu.


Lu capu chierichettu era quiru
ca purtava l'incensiere.
Iou e l'autri chierichetti
spittaune la duminica percè
lu preite ne tia la mancia.

Poi tutte le vagnone
ne guardaune e viniane nposta
a missa cu ne vitiane.


Dopu la missa,poi,
allu pallone sciucaune e
quarche fiata puru
allu biiardinu.

E moi ?


(commento personale)


Altri tempi quelli del chierichetto.Non c'era l'oratorio come adesso,ma la parrocchia era sempre un punto d'incontro

L'amici mei(i miei amici)-poesia in dialetto salentino di Gioacchino Vilei

L'AMICI MEI


(dedicata al grande amico Donato Accoto)


Naturalmente nu possu
cu ve nominu tutti
ma cu quistu scrittu
oiu cu ve salutu e ringraziu.


Nui meridionali,o comu dicune
a Milanu,nui terroni,simu stati
costretti quasi tutti a
ssire de casa noscia e cusì
nimu persi de vista.

Belli tiempi li nosci
quannu spensierati
ssiune a menzu la chiazza ed
erane li meiu de tutti.


Bastavane cinquecentu lire ppitunu
e allu restu pinsava l'amicu nosciu:
benzina,macchina,pizza,cinema.

Bastava na belvedere o na cinquecentu familiare
cu ne rinnia felici e poi quarche vagnona
alle feste de ballu se truava sempre.

Menzu quintu,na gassosa,do lupini,
quattru chiacchere e cusì passava
la duminica.


A tutti quanti nu salutu sinceru
de namicu sinceru:l'amicu osciu....
u CChinu o comu dicune a Milanu
Gio' o Gion

(commento personale)


Donato è stato e fortunatamente è ancora il mio più caro amico

Utrantu meu (Otranto mia)-poesia in dialetto salentino di Gioacchino Vilei

UTRANTU MEU
(dedicata a fraima lu Pippi)


Utrantu,si statu sempre bellu
e a mie mutu caru,
sia moi sia quannu eru vagnone;
me sentu na cosa ntra lu core
quannu sentu parlare de tie.

La spiaggia preferita
era la punta.
Certe fiate vinia cu lu trainu
oppuru culla vespa ca tannu
sulu patrima tinia a Giurdignanu.

E poi...lu bagnu...anzi
tanti bagni allu mare piccinnu,
antrà li cuti me facia.

A menzatie poi,propriu sulli cuti
mangiavane la pasta sciutta
ca nerene purtata de casa
e puru lu milune.

Comu era bellu
comu me piacia sciucare
cu fraima lu Pippi e culli
amici mei.

Moi,maggiu fattu cranne
nu te visciu comu prima
percè stau luntanu,
tie si divintatu mpurtante
ma pe mie si sempre comu prima.

Utrantu,puru ca nussù de quai,
nulli face nienti:fane finta ca teni
nu fiju de cchiui.


(commento personale)

Otranto mi è sempre piaciuta e adesso è conosciutissima e ha avuto forse uno sviluppo eccessivo.La spiaggia lascia un pò a desiderare

La festa de Santu Roccu(la festa di San Rocco)-poesia in dialetto Salentino di Gioacchino Vilei


(foto dell'amico Claudio Branca)

FESTA DE SANTU ROCCU
(dedicata all'amico Pino Corchia)



E' spicciatu lu tiempu
quannu cu tanta ansia
la festa de Santu Roccu se spittava.


Nu mese prima o forse cchiui
la casa se llattava,
poi allu vestitu se pinsava.
Ci putia,tuttu confezionatu
se lu ccattava,ci nu putia
la stoffa allu mercatu se pijava
e lu mesciu ne la cusia.


Se era pussibile puru
le scarpe nove ne ccattaune;
dipinnia se l'annata era bona
e se no quidre de la uttisciana
culla crema ne pulizaune.


Na simana prima ,la parazione rriava
e nui vagnoni ancontru lu carru sciane.
La festa poi se spittava,
anzi la viscilia
ca le barracche riaune e
versu sira sintivi critare:
Lu Costa osciu,belle e caute le nuscedrhe

La sira la processione se facia
lu Sindacu la stola se mintia
e dopu la funzione e lu Te Deum
la serata antrà la Tunata
cu nu pezzettu,menzu quintu
e na gassosa se spicciava.

La mmane de la festa la banda
lu paese era girare
e puru se facia cautu,
nun c'era nienti de fare.


Poi alla missa cantata
tutti erane scire
ca lu panegiricu erene sintire
de nu predicatore vinutu de luntanu
e guai a idrhu se nu parlava de li miraculi
de Santu Roccu e se nu spicciava la predica
culli benedici....benedici...


Spicciata la missa
subitu a casa sciune a mangiare
la pasta cullu sucu,lu lacciu,lu milune,anzi ddoi miluni:
unu de acqua e unu de pane.


La sira tutti cangiati
cullu vestitu nou
le banne se spittaune:
una de na vanna e una de l'autra
percè s'erene ncuntrare a
menzu la chiazza sunannu la
marcia triunfale.

Poi ncuminciava la serata
e le banne se alternaune
a sunare li pezzi d'opera lirica.

Alla fine culli fochi
la festa se spicciava
e stracchi e strutti a
durmire sciune.


Quista era la festa de Santu Roccu
de tanti anni rretu: E Moi?


(commento personale)


La festa di San Rocco resta sempre la grande festa del paese.Personalmente penso che senza cambiare le tradizioni,in qualche modo bisogna trovare delle soluzioni per cambiare qualcosa

Natale alle fije mei(Natale alle mie figlie)-poesia di Gioacchino Vilei

NATALE

(dedicata alle mie figlie:Annalisa-Silvia-Stefania)


Fije mei,
lu Natale de tanti anni rretu
quannu iou eru piccinnu comu ui
nautra cosa era.
Nove giurni prima de Natale,
la nuvena ncuminciava
e lu papà osciu
la mmane mprima se zava
e poi tuttu nsunnatu
alla chiesa rriava.


Tu scendi dalle stelle
se cantava e
aria de festa se sintia.
Alla scola poi,
la letterina de Natale sescrivia
e la recita e la poesia se mparava.


La notte de Natale,
tutti riuniti nanzi lu cantune
le mengule se cazzaune
e a "chirifì chirifò sciucaune.

Lu girnu de natale
cullu vestitu nou
a missa sciane.
A menzatie
la letterina de Natale sutta
lu piattu de patrima mintia
li sordi spittava
ca li simenti e li lupini
mera ccattare.

Tante belle cose se mangiaune
ma specialmente le pittule
le cartidrhate e li cunfritti cullu mele.
Nun c'erene tutti li regali de moi
ca tiniti ui a Natale
sutta l'albero:sia ca li regali
se faciune alla festa
della befana,sia ca
nun c'erene li sordi de moi.


Quistu era lu Natale
de lu papà osciu,povero ma bellu:
quannu divintati cranni
cuntatulu puru alli fiji osci

Gioacchino Vilei
(Considerazioni personali)
Questo era il mio Natale negli anni 50/60-Adesso è un'altra  cosa vero,ma spero sia altrettanto emozionante

domenica 27 marzo 2011

Lu festivalla a Giurdignano(il festival a Giurdignano)-febbraio 1967-poesia in dialetto salentino di Gioacchino Vilei

LU FESTIVALLA
(dedicata all'amico Luigi Bruno)


Quanta fatica,quanta pascenza
per fare lu festivalla a Giurdignanu nosciu.
Propriu nu festivalla
alla grande,cullu complessu
antrà lu trappitu;
si,propriu trappitu
trasformatu in teatru.


Nussù chiacchere,ma è veru
sulu ci ha faticatu
lu po sapire.


Nu mese e forse cchiui
lu trappitu a pulizzare ncuminciamme
e a provare le canzuni
cullu complessu "i pipistrelli"


Poi lu palcu,culli banchi
dell'asilu preparamme,
po tutte le meju tuvaje e
lanzuli de la dote le fimmine
ne pristara.


Era bellu,mutu bellu.
Li cantanti,la giuria,lu presentatore,
lu complessu,la premiazione;propriu comu a Sanremu,
e puru nu picca de invidia e d'emozione
i cantanti tiniane.


E le canzuni ?belle....belle
bandiera gialla-nessuno mi può giudicare-ban bang-la fisarmonica ecc ecc


E lu guadagnu ?Mutu,mutu,
appena pe na pizza antrà lu "ziu Cicciu"


E la soddisfazione?
Tanta...tanta...veramente


Gioacchino Vilei

(considerazioni personali)
Dopo tantissimi anni c'è ancora gente di Giurdignano che ricorda questo avvenimento,ormai diventato storico-Sono contentissimo

mercoledì 9 febbraio 2011

Le feste noscie(le nostre feste)-poesia in dialetto salentino di Gioacchino Vilei



Le feste noscie
(dedicata all'amico Salvatore Rizzuni)


Belle erene le feste nosce
chine soprattuttu de masculi
ca le fimmine era difficile
cu viniane tannu.


A casa mia era lu puntu d'incontru
ccattaune l'occorrente
cacciannu tantu a pitunu.

Capudannu era caratteristicu
percè qualche amicu facia sparire
a sjrisa li cunij e poi
mamma Abbondanza li prepararava
culle patate allu tianu.


Famosu poi era divintatu
lu spruzzatore,era n'amicu
ca lu faciune ridere e poi
ne spruzzava tutti culla
ucca china de mieru.


Quannu poi le fimmine
nu viniane alle feste
cu na barzelletta,nu bbhieri de mieru
o de chinottu o rumpinnu bicchieri
se passava lu stessu la serata.

Belle erene le feste nosce
soprattuttu quannu se riuscia
a ballare li lenti o quannu
certi amici viniane a sunare culle chitarre;
nui nsomma ne ccuntinaune de picca.

E moi?

(Commento personale)

Altri tempi....altre emozioni....bastavano pochi soldi per essere felici.
Questa vuole essere una testimonianza di come ci si divertiva negli anni 60 a Giurdignano.
Adesso c'è la discoteca,ma soprattutto gira  la droga.A tutti gli amici dico  di divertirsi in discoteca ma la droga no assolutamente.
Voglio ricordare e salutare anche alcuni amici con i quali ci si divertiva:Donato Accoto-Luigi Bruno-Salvatore Rizzuni-Pino Corchia-Uccio D'Alba-Angiolino De Franciscis-Salvatore Vilei-





venerdì 26 novembre 2010

Il Natale rimane la festa dei bambini:ecco il mio Natale...da raccontare ai vostri figli e nipoti

Ciao  amiche  ed amici,
ormai Natale  è alle porte.Per me il Natale resta la festa dei bambini.Il mio di Natale,quando ero bambino era  completamente diverso dal Natale di questi anni.Ecco perchè lo ricordo con piacere e anni fà ho composto una poesia dialettale  per le mie figlie in modo che tradizioni,usi,costumi d'un tempo venissero ricordati.Poesia in dialetto Salentino,con la quale descrivo esattamente come si trascorreva il Natale in quegli anni.

Ecco la poesia

NATALE


(dedicata alle mie figlie:Annalisa-Silvia-Stefania)




Fije mei,


lu Natale de tanti anni rretu


quannu iou eru piccinnu comu ui


nautra cosa era.


Nove giurni prima de Natale,


la nuvena ncuminciava


e lu papà osciu


la mmane mprima se zava


e poi tuttu nsunnatu


alla chiesa rriava.


Tu scendi dalle stelle


se cantava e


aria de festa se sintia.






Alla scola poi,


la letterina de Natale sescrivia


e la recita e la poesia se mparava.


La notte de natale,


tutti riuniti nanzi lu cantune


le mengule se cazzaune


e a "chirifì chirifò scicaune.






Lu girnu de natale


cullu vestitu nou


a missa sciane.


A menzatie


la letterina de natale sutta


lu piattu de patrima mintia


li sordi spittava


ca li simenti e li lupini


mera ccattare.






Tante belle cose se mangiaune


ma specialmente le pittule


le cartidrhate e li cunfritti cullu mele.


Nun c'erene tutti li regali de moi


ca tiniti ui a Natale


sutta l'albero:sia ca li regali


se faciune alla festa


della befana,sia ca


nun c'erene li sordi de moi.






Quistu era lu Natale


de lu papà osciu,povero ma bellu:


quannu divintati cranni


cuntatulu puru alli fiji osci



(traduzione)



NATALE


Figlie mie,


il Natale di tanti anni fà,quandoero piccolo come voi, era un'altra cosa.


Nove giorni prima di Natale,incominciava la novena,vostro padre la mattina si alzava presto e arrivava in chiesa assonnato.


Si cantava "tu scendi dalle stelle" e si sentiva aria di festa.


Alla scuola si scriveva la letterina di Natale,si faceva la recita e si impararva una poesia.


La notte di Natale tutta la famiglia era riunita vicino al camino,si schiacciavano i pinoli e si giocava.


Il giorno di Natale,si andava a messa col vestito nuovo.


A mezzogiorno,si metteva la letterina, preparata a scuola, sotto il piatto del papà per fare una sorpresa e si aspettavano i soldini perchè con quelli si comprava i lupini .


Si mangiavano delle ottime pietanze ma soprattutto i dolci tipici del salento:pittule-cartellate e strufoli col miele.


Non c'erano tutti i regali che avete voi adesso sotto l'albero;sia perchè non era usanza farli a Natale ma della festa della befana e soprattutto perchè non si navigava nell'oro.


Questo era il Natale di vostro papà :povero ma bello,.
quando diventerete grandi raccontatelo
ai vostri figli



Avete  capito certamente che non si navigava nell'oro in quegli anni e quanti di voi hanno la mia età hanno anche vissuto quei momenti,ma si era felici e si accontentava  di poco.

Quello che ricordo  ancora adesso con piacere è quel camino acceso e l'odore di quelle pigne,i dolci tipici Natalizi(pittole-cartiddrate-cunfritti) che mia mamma preparava con cura.
Ricordo ancora l'attenzione che si poneva nello scrivere la letterina per il papà,prima in brutta e poi in bella copia, facendo attenzione a non fare errori.
Inoltre si preparava il presepe soprattutto in chiesa e a scuola e  non ricordo in quei tempi d'aver fatto l'albero di Natale.

Mi piacerebbe  amici conoscere i vostri ricordi di quei tempi,ormai passati e che non tornano più.
Un abbraccio a tutti voi.
Gioacchino Vilei

mercoledì 13 ottobre 2010

Mustazzoli,cupeta,nucedrhe.....nel Salento

Ciao amiche ed amici,

Nucedrhe,mustazzoli,cupeta......termini  forse a molti sconosciuti...ma non ai Salentini e a quelle persone non più molto giovani come me.

Ogni festa patronale che si rispetti,oltre alla parazione,alla banda,ai fuochi d'artificio,aveva e ha le "barracche"dove si vende la cupeta...i mustazzoli,le nucedhre-

A Giurdignano veniva   "u Costa"-questo era il suo nome e per far avvicinare la gente alla sua "baracca" gridava"viniti,viniti allu Costa osciu,belle e caute le nucedrhe"
Oppure "Stella"  di Martano che vendeva la "cupeta".....avvicinateve gente,ccattati alla zzita la cupeta.
Si,comprate la cupeta alle fidanzate in quanto era usanza  che il fidanzato,ma anche il marito comprasse la cupeta  alla zzita(fidanzata) o alla mujere(moglie).

Ricordi ed  emozioni  d'un tempo passato...che si ripetono...con altri personaggi   !!!!

Un caro saluto a tutti voi
Gioacchino Vilei