clicca sulla foto per vedere il video

sabato 18 aprile 2009

Le ferrovie sud-est nel salento e in Puglia


Le ferrovie sud-est sono l'unica rete ferroviaria secondaria presente nel sud della Puglia che collega alle grandi città i comuni esclusi dalle gandi linee di comunicazione ferroviaria già presenti nel territorio con le ferrovie dello Stato.



Le ferrovie sud-est gestiscono le seguenti linee:

Bari-Martina Franca-Taranto

Bari-Casamassima-Putignano

martina Franca-lecce

Novoli-Gagliano del Capo

Casarano-Gallipoli

Zollino-Gagliano del Capo

Maglie-Otranto-



Proprio quest'ultima linea la conosco molto bene perchè negli anni 60,dalla stazione di Giurdignano,prendevo il treno per raggiungere Maglie-



Dico subito che, purtroppo queste linee sono caratterizzate dal fatto di essere a binario unico e non elettrificato.Questo ha anche il suo fascino se si percorre la linea per una gita,perchè si può ammirare il paesaggio bellissimo;al contrario se si viaggia normalmente si sa quando si parte ma non si sa quando si arriva.



Anche se negli ultimi anni la società ha cercato di migliorare l'immagine e la qualità dei servizi,non c'è la volontà politica di migliorare il livello qualitatitivo e di investire in questo servizio.



Secondo il mio parere è un peccato perchè queste linee ferroviarie potrebbero diventare delle linee di metropolitana in superfice e in questo modo,se il servizio funzionasse e ci fossero molte corse giornaliere potrebbero essere sfruttate per raggiungere i grossi centri,anizchè usare l'automobile e intasare i grossi centri.



La parte della rete ferroviaria Salentina fu realizzata nel 1931-La rete ferroviaria Sud-Est corre per 474 Km-Alla linea ferroviaria della Provincia di Lecce è stato edicato un film"italian sud-est"-



Mi auguro proprio che politici ci ripensino !!!!!!!

Un caro saluto

Gio' Vilei

giovedì 16 aprile 2009

VIDEO CATTEDRALE E MOSAICO DI OTRANTO(cliccare qui er vedere il video)

Se andate a Otranto non potete non ammirare a parte il mare meraviglioso,la cattedrale con il suo mosaico.

lunedì 6 aprile 2009

VIDEO PROCESSIONE DEL VENERDI' SANTO A GALLIPOLI(LECCE)-cliccare qui per vedere il video

VIDEO PROCESSIONE DELLA SETTIMANA SANTA A TARANTO(cliccare qui per vedere il video)

La processione del Venerdì Santo nel Salento nel Salento


La tradizione della settimana Santa e in particolare la processione del venerdì è molto sentita da sempre nel Salento e in modo particolare a Taranto-Maglie-Gallipoli,Pulsano-e in tutti i paesi della Grecia Salentina.

I luoghi della passione si tingono di colori e fanno risuonare i canti che accompagnano questa settimana di lutto.I comuni citati in modo particolare offrono al visitatore un percorso di fede e di religiosità carico di emozioni,in cui la sacra liturgia e la pietà popolare gelosamente conservate dalle confraternite locali, rivivono nelle tradizionali processioni.Il mistero dei volti incappucciati,dei suoni,dei lamenti,dei canti religiosi,avvolge le bianche cattedrali romaniche,le strette viuzze lastricate,le torri e le fortificazioni,che si schiudono alla vista del turista,attento ad osservare e ad ascoltare i suoni,i rumori,i racconti che le pietre,nel loro dialetto sussurrano-


A Maglie le varie stazioni della via crucis sono rappresentate da statue pesantissime portate a braccia dai soci delle varie confraternite.E' difficile accertare l'origine di questo rito,comunque secolare.

La Madonna è vestita di nero e viene accompagnata da un gruppo di coriste anch'esse vesite di nero.Anche i bambini partecipano vestiti da Angeli.Insomma è veramente una cerimonia suggestiva che tanti anni fa ho avuto il piacere di vedere.

A Taranto,invece, alla mezzanotte tra il giovedì il venerdì santo,ha inizio il pellegrinaggio dell'Addolorata.La statua della Vergine è portata in processione dalla confraternita di Maria Addolorata e San Domenico.Il corteo religioso parte dalla chiesa di San Domenico in città vecchia e raggiunge alle prime luci dell'albea la città nuova.La durata complessiva di questa processione è di circa 14 ore.

A Gallipoli è molto suggestiva questa processione che si completa all'alba del sabato santo,quando il simulacro di Maria Addolorata incontra il figlio morto per l'estremo saluto,davanti al mare e a una folla commossa in preghiera.


I paesi della Grecia Salentina sono:Calimera-Carpignano-Castrignano dei Greci--Corigliano-Cutrfiona-Martamo-Melpignano-Soleto ecc-In questi paesi musicisti di confraternite si confronteranno con i maggiori esecutori salentini impegnati nello studio di musiche religiose.



Come sapete i miei sono solo dei cenni.Per gli approfondimenti vi rimando ad internet"la processione del venerdì santo nel Salento"-

Ho voluto solo ricordare questo avvenimento secolare che si svolge nel Salento:la processione del venerdì santo.Vi invito,se potete e quando potete ad assistere di persona perchè ne vale la pena.

Un caro saluto

Gio' Vilei
(Cliccate sotto per vedere il video)
http://youtu.be/ne0U_8PiotQ

lunedì 30 marzo 2009

Le masserie nel salento


Ciao amici ed amiche,

Le masserie sono l'oggetto indiscusso della nostra memoria;la testimonianza vera e radicata di ciò che siamo.Ognuna ha una sua storia e nel Salento se ne trovano tantissime,anche ristrutturate,ad uso ristorante o agriturismo.Esse appartengono alla categoria dell'edilizia rurale storica;ognuna con caratteristiche sue proprie che la differenziano dalle cascine Toscane o Lombarde.Tutte diverse ma accumunate da un unico grande pregio:aver visto nascere e crescere i nostri avi,piccole comunità di contadini che vivevano in quei grandi agglomerati,grandi mura spesse costruite con antiche tecniche specifiche della nostra terra.


L'origine del termine "masseria"deve essere ricercato dal latino"massa,blocco,riunione".

Voglio solo segnalare la presenza nel Salento del fenomeno,senza approfondire l'argomento come faccio di solito.Per quanto riguarda la loro storia, i posti dove sono collocate ,vi rimando ad internet.Cliccando su "masserie nel salento"-potete trovare di tutto e di più.


Lasciatemi ricordare solo la masseria " le stanzie",vicino Supersano- Maglie -in provincia di Lecce perchè ho avuto modo di conosere il proprietario l'anno scorso a seguito del matrimonio di mia figlia Stefania.In questa masseria(vedere foto) bellissima-fuori dal mondo e dai rumori-adibita attualmente a ristorante si è tenuto il pranzo di nozze.Ve la consiglio per una serata tra amici o per il matrimonio dei vostri figli.Semplicità, disponibilità-buon gusto-genuinità dei cibi,tranquillità,prezzo accessibile sono gli ingredienti di questa masseria.

Un caro saluto.

Gio' Vile
(cliccate sotto  per vedere il video della masseria le stanzie)
ihttp://youtu.be/V_IDLWmqD70

giovedì 19 marzo 2009

Preghiera dialettale Leccese per la benedizione delle tavole di San Giuseppe


Ciao amici ed amiche,

grazie all'intervento di un amico di Giurdignano,Vittorio, siamo riusciti ad avere il testo tra il dialetto leccese e l'italiano che le nostre nonne recitavano tanti anni fà in occasione della benedizione delle tavole di San Giuseppe.Spero che qualcuno che legge questo blog si ricordi questa preghiera e ad ogni modo rimmarrà per chi è amante della cultura,tradizione del Salento.


Preghiera


Oh che giubilo oh che llegrezza

A casa vostra ci avere invitati?

Voi farete una cortesia

a lu gran sposu de Maria.

San Bernardinu ve benedice

Quannu lu patre se ota allu fiju

nessuna grazia li negherà.

Questa cena immacolata

de San Giuseppe fu custodita

e tu patrunu de sta casa

sta diuzione cunserverai.

Quannu simu moribondi

quidri de la terra ne bbandonerannu

Quello santo protettore

ci vien ad aiutare.

Ogni periculu ca tu hai

San Giuseppe chiamerai.

San Giuseppe se parte e vene

dà conforto a quello che tu hai

San Giuseppe sai cche vole:

lu veru affettu,e lu propriu core.


(grazie a Vittorio che ha individuato questa preghiera e a Toni che ricordava qualcosa,e in paricolare alcuni versi che sua nonna Vittoria recitava in occasione delle tavole di San Giuseppe)

lunedì 16 marzo 2009

Tavola di San Giuseppe.:tradizione familiare che continua....a Giurdignano,nel Salento(clicate qui per vedere il video)





Ciao amiche ed amici,
dopo la morte di mia mamma,mio fratello Gino e la sua famiglia ha deciso di continuare la tradizione di famiglia allestendo la tavola di San Giuseppe.Ricordo che mia madre,infatti,ci teneva tantissimo ad allestire la tavola sin da quando ero ragazzo.
E dal 2000 ogni anno mi reco a Giurdignano a San Giuseppe perchè nella tavola di mio fratello rappresento "San Giuseppe"

La prima foto raffigura la tavola di mia madre
La seconda foto quella di mio fratello.

Uun caro saluto a tutti voi consigliandovi di andare a vedere questa bella tradizione religiosa.

Gioacchino Vilei

sabato 28 febbraio 2009

Tavola di San Giuseppe-Piazza-Giurdignano (Lecce)-cliccate qui per vedere il mio video


Ogni anno a Giurdignano si rinnova la tradizione delle tavole di San Giuseppe.
Descrizione tratta dal sito del Comune di Giurdignano
Le Tavole di San Giuseppe sono un'antica tradizione di cui Giurdignano vanta le origini. Esse affondano le radici nei grandi festeggiamenti religiosi medievali. E' un'atmosfera mista tra lo stile bizantino ed il barocco quella che accoglie il visitatore a Giurdignano in questi giorni di festa.

Ogni anno a Marzo, in occasione della Festa di San Giuseppe, è ancora viva l'usanza di preparare le "Tavole", un'originale forma devozionale che si rinnova, ogni anno, con identico spirito di carità e di sacrificio.

Le Tavole di San Giuseppe sono lunghe tavolate coperte da candide tovaglie, ornate di fiori e ceri accesi, con al centro un grande quadro del Santo. Su di esse, grossi pani circolari con nel mezzo un finocchio ed un'arancia e le pietanze della tradizione: "vermiceddhi" con ceci, pasta con miele e mollica di pane, verdura lessata, pesce fritto o stoccafisso in umido, lampascioni, ceci, cartellate e "purciddruzzi" con il miele, olio e bottiglie di vino.

Alcuni di questi cibi hanno un significato simbolico e rituale: la pasta e ceci, per i colori, rappresenta il narciso, tipico fiore primaverile; i lampascioni il passaggio dall'inverno alla primavera, il cavolfiore la verga fiorita di San Giuseppe, il pesce fritto il cristo, le cartellate le fasce di Gesù Bambino, lo stoccafisso era, un tempo, il cibo delle grandi occasioni.

Quando una famiglia devota decide di "fare la tavola" invita i Santi, da un minimo di tre (San Giuseppe, Gesù Bambino, e la Madonna, che deve essere una ragazza nubile) a un massimo di tredici ed in ogni caso sempre in numero dispari. San Giuseppe, a capo tavola, dà inizio al pranzo battendo un colpo di bastone sul pavimento; quindi con tutti gli altri assaggia ciascuna pietanza, segnandone la fine con dei colpettini di forchetta sul piatto, per recitare una preghiera.

Per ultimo, la famiglia consegna i grossi pani ai rispettivi  Santi che rispondono con un ringraziamento.

Le tavole di San Giuseppe,tradizione medioevale a Giurdignano e in alcuni paesi del Salento(cliccate qui per vedere il mio video)

Ciao amici,
è iniziato il mese di marzo,caratteristico per la tradizione a Giurdignano e in altri centri del salento delle tavole di San Giuseppe.
Si tratta di una tradizione antichissima,medioevale,allorquando i nobili locali offrivano dei banchetti ricchi di pietanze ai più bisognosi.
E' un rito particolarissimo che consiste nella preparazione in casa di ogni devoto del santo,di tavole ricche di pietanze.
Il 19 marzo,intorno a mezzogiorno,si da avvio ad una cerimonia che si conclude con il dono dei piatti ai"Santi,"ovvero persone invitate dal devoto alla celebrazione e che ricoprono il ruolo di una delle tredici figure sacrali previste.
Si tratta di persone che hanno ricevuto una grazia da San Giuseppe e che con questo rito,danno compimento al voto fatto,oppure semplicemente una tradizione che si tramanda da padre in figlio.E' quest'ultimo il mio caso:mia madre per diversi anni ha fatto la tavola e con la sua morte la famiglia di mio fratello Gino ha continuato questa tradizione.Personalmente rappresento San Giuseppe in questa tavola ed è già da diversi anni che mi reco a Giurdignano per questa riccorrenza e spero di farlo per molti anni ancora.
I Santi
Il devoto individua le persone che dovranno ricoprire il ruolo di Santo:le tavole possono essere da un minimo di tre Santi al un massimo di 13-le figure minime quindi debbono essere 3(Gesù Bambino-la Madonna-San Giuseppe)
Nei giorni che precedono la celebrazione,nelle case e negli abitanti di Giurdignano domina la frenesia della preparazione della tavola,curata nei minimi particolari e imbandita con i prodotti della terra e i piatti tipici della tradizione contadina.
Tra le varie pietanze un ruolo importante è ricoperto da un grosso pane(dai 3 ai 5 chili l'uno -visibile anche in una delle mie foto) e sulla crosta porta dei simboli che identificano il Santo,destinatario del pane.Per esempio le tre sfere simboleggiano Gesù bambino-il rosario la Vergine Maria-il bastone -San Giuseppe.
Il rito
A Giurdignano il giorno prima (18 marzo)-tutta la popolazione gira il paese in processione con la statua di San Giuseppe e contestualmente il parroco benedice le tavole e il pane di San Giuseppe.
Da diversi anni la pro loco di Giurdignano imbandisce una grossa tavola al centro del paese e subito dopo la processione si celebra il rito.Rito che si ripete il 19 verso mezzogiorno nelle case dei devoti con i loro Santi.
I commensali si riuniscono intorno alla tavola e si dà inizio al rito.
Il soggetto che impersona San Giuseppe detta i tempi;egli inizia con l'assaggio di una pietanza accompagnata dalla preghiera.Una volta terminato tocca agli altri commensali procedere con gli assaggi,finchè San Giusepppe non batte tre volte la forchetta sul suo piatto.Quindi un devoto introduce una nuova pietanza e il rito si ripete.
Tutto questo è scandito dalle preghiere e dal rosario.
Le pietanze che si susseguono sono 9 e sono rispettivamente:
-i lampasciuni-i vermicedrhi-i bucatini al miele con mollica di pane fritta-
i ceci bolliti nella pignata(pentola di terracotta)-i cavoli lessi con olio d'oliva-il pesce fritto-lo stoccafisso-le pittole-il finocchio.
E' già da diversi anni che molti devoti hanno sostituito le pietanze sopra descritte con piatti crudi:un litro di vino-un litro di olio-un chilo di zucchero-un chilo di pasta-un chilo di pastina-scatolette di tonno -un chilo di ceci-un arancio ecc,ecc e naturalmete il pane di cui vi ho parlato prima.Ogni "Santo"prende e porta a casa propria i prodotti descritti crudi o cotti-
Invito gli amici, i frequentatori di questo blog a questa festa e bella tradizione ,se dovessero trovarsi nelle vicinanze di questo piccolo centro del salento in provincia di Lecce(esattamente a 40 Km da lecce)- Sarei onorato,insieme alla famiglia di mio fratello,se voleste visitare la tavola della famiglia Luigi Vilei-Da "santo" sono presente per accogliervi.Dimenticavo di dire che ad ogni visitatore della tavola viene offerta "la pagnotta" benedetta.
Ho esteso questa tradizione anche a Milano,tra i colleghi dell'ASL .Infatti,ritornato a Milano dopo la festa,porterò ai colleghi un pezzetto di pane benedetto di San Giuseppe.E' un rito che ripeto ormai da qualche anno.
Per ulteriori informazioni sono a vostra disposizione,contattatemi.

martedì 24 febbraio 2009

Il ponte girevole di Taranto


Ciao amici,
come vi dicevo nei precedenti post anche Taranto fa parte del salento,della terra nobile del salento.
Caratteristo e unico in Italia è il ponte girevole.
Il 10 marzo del 2008 si è celebrato a Taranto il cinquantesino anniversario dell'inagurazione del ponte girevole.Questo ponte è una struttura che collega l'isola del Borgo antico con la penisola del Borgo Nuovo.
Inaguarato il 22 maggio 1887 dall'ammiraglio Ferdinando Acton,il ponte sovrasta un canale navigabile lungo 400 metri e largo73 che unisce il mar grande al mar piccolo.
La struttura venne rimodernata negli anni 57-59,introducendo un funzionamento di tipo elettrico.
Le procedure di apertura e di chiusura del ponte richiedono complessivamente 2o minuti,durante le quali Taranto resta divisa in due.
E' uno spettacolo comunque il ponte sia chiuso o aperto sopprattutto guardarlo nelle ore notturne.
Vi invito,pertanto, a visitare Taranto,il suo ponte,il mar grande e il mar piccolo e a gustare gli ottimi piatti di pesce nei numerosi ristoranti della zona.
Un cordiale saluto
Gio' Vilei

sabato 21 febbraio 2009

Paparina-nuova ricetta salentina dell'amico Giuliano Longo


Ciao amici,

gli anni dopo la guerra sono stati difficili per tutti.Nel salento i nostri genitori,cercavano di sbarcare il lunario e a proposito.....cercavano di preparare un buon piatto con le risorse della terra:la paparina.Checos'è?

E' la piantina del papvero rosso,che si raccoglie nei campi dalla fine di gennaio alla metà di aprile circa,prima che produca il fiore perchè a tal punto non sarà commestibile.

Con questa paparina i nostri genitori un tempo preparano un piatto per mangiare....oggi diciamo che si può preparare con uno spirito diverso.Infatti si può unire l'utile al dilettevole.Si può programmare una passeggiata nei campi,all'aria aperta per raccogliere la paparina e poi dilettarsi a preparare la ricetta che vi trascrivo.Colgo l'occasione per ringraziare l'amico Giuliano che pur essendo al nord pe lavoro,non dimentica gli insegnamenti dei suoi genitori e ha sempre nel cuore il salento,in questo caso la cucina salentina.

Ricordate anche che c'è un detto che dice

"A paparina se oi cu te sape bona,paparina cu la cicora.Insomma quando andate a fare una passeggiata ricordate di raccogliere la cicoria di campagna insieme alla paparina,perchè insieme sono il massimo.


RICETTA


INGREDIENTI

Paparina,cicuredre(poche solo per ingentile il piatto-qualche coda di finocchio-olio d'oliva del salento-cipolla e peperoncino-olive nere paesame in salamoia,sale.)

Esecuzione

Mondare e lavare sia la paparina che le cicuredre(lasciarle prima nell'acqua fredda per farle addolcire un pò)

In una pentola capiente mettere l'olio in base alla quantità di verdura da cuocere,unire la cipolla tagliata in una Julienne sottile e un peperoncino anche secco,far dorare la cipolla e poi un pò alla volta unire le verdure,sempre mescolando in modo da farle passare tutte nell'olio;per ultimo unire le code di finocchio e un pò d'olive nere.A questo punto unire un pò d'acqua,salare e far cuocere il tempo necessario finchè le verdure non risulteranno tenere.

Vi auguro buon appettito.!!!!!!!

Fatemi sapere il vostro parere se preparate questa ricetta.Vi aspetto!!!!!!!!!!!!!!!

Un caro saluto e viva sempre,la tradizione e la cucina della terra nobile del salento.


Un abbraccio.

Il vostro

Gio' Vilei

sabato 7 febbraio 2009

FRASI,DETTI,MODI DI DIRE DIALETTALI SALENTINI(cliccate qui per vedere il video)

Ciao amici,
non è facile tradurre alcuni modi di dire,proverbi,detti dialettali del salento.Traducendoli in italiano perdono di significato-

Eccone alcuni:

Arrossì
(se fice comu na vampa de focu)

Incomprensione
(jou dicu fave e tu capisci pisedrhi)

Similitudine
(tantu si longu,quantu si fessa)

Il temporeggiatore
(na bbotta alla utte e una allu tampagnu)

La tristezza
(stia maru comu na cicora marsalura)

Rimasto d'asso
(rimase comu na zita nparata)

Una ragazza senza dote
(cui nuta)

La vergogna
(mintite la facce antrà lu farnaru)

L'inetto
(veni pane ca te mangiu)

La filosofia dell'ubriaco
l'acqua te face male,lu mieru te face campare

In silenzio
(nu parla,nu muscia)

Passo di sposa
scire a passu te zzita)

MASSIME
Il poco ti onora,il troppo ti sazia
(lu pocu te onora,lu ssai te binchia)

Chi non lavora ,non mangia.....
(ci alla fatia nu bbenta,alla fame nu parenta)

Sfortunato chi muore,chi resta fa festa)
(mmara a ci se ne vaje,ca ci resta face festa)

DEFINIZIONE DI AVVOCATO
L'avvocato è comu nu craune:quannu lu zzicchi stutatu te nquatara;quannu lu zicchi dumatu te brucia.
(L'avvocato è come un carbone: quando lo prendi spento ti sporca;quando lo prendi acceso ti brucia)

CONSIDERAZIONI
Allu squaiare della nive parene li strunzi(quando si sioglie la neve vengono fuori gli str.....)

E' meiu curnutu ca fessa:percè curnutu si a casa tua,fessa a drhu vai(è meglio essere cornuto che fesso:perchè cornuto sei a casa tua,fesso dove vai)

Dopu mangiatu e vippitu bene,na fumata na sustanza te tene(dopo aver mangiato e bevuto bene,una fumata è sacra)

E per finire........... i brindisi
Tanti anni fà alle feste,soprattutto ai matrimoni si usava fare il brindisi d'auguri.

Vi trascrivo quello che faceva mia mamma

Stu bicchieri e chinu e cutulatu;nu me lu biu no ca su carusa,se me lu biu me ota la capu,de l'amore meu su nnamurata.Rizzu me tegnu,Abbondanza me chiamu,aggiu giratu Napuli e Sardegna,aggiu giratu Napuli e Turchia,fazzu nu brindisi a tutta la compagnia

Un caro saluto
Gioacchino Vilei

(tratti dalla mia raccolta di poesie,detti e proverbi dialettali del salento)

giovedì 5 febbraio 2009

I MURETTI A SECCO-LI PAJARI a Giurdignano,nel Salento


Ciao amici,
I muretti a secco e li pajari sono la caratteristica del paesaggio agrario meridionale,ma soprattutto del Salento,ma purtroppo stanno sparendo senza che nessuno si preoccupi di tutlarli e soprattutto di ricostruirli.Mancano,infatti,spesso le professionalità necessarie a sostituire la preziosa manualità che si è persa.
Il Salento è una terra carsica bruciata dal sole che abbonda di materiale pietroso.Per rendere questa terra coltivabile i contadini hanno sudato ed è stato necessario ripulirla da tutte queste pietre che hanno poi utilizzato per fare i muretti a secco che delimitano una proprietà o li pajari che servivano per ripararsi dalla pioggia,dalla calura o per depositare gli attrezzi agricoli.
"lu paritaru" era anche uno dei mestieri antichi del salento che sta scomparendo.
Mi auguro che qualcuno pensi a tutelare un pezzo della nostra storia e soprattutto raccomando agli amici che non hanno visto il salento di andare in vacanza in modo da poter vedere,tra le altre cose,anche i muretti a secco e li pajari.
Cordiali saluti
Gioacchino Vilei

venerdì 30 gennaio 2009

Festival della canzone a Giurdignano-febbraio 1967-organizzato e presentato da Gioacchino Vilei


Ciao amici,

da ragazzi,a Giurdignano,in questo piccolo centro del salento non ci facevamo mancare nulla.Organizzai,con alcuni amici, "lu festivalla"-in un frantoio,ma non ristrutturato come se ne vedono tanti adesso,ma ancora i funzione.

Vi trascrivo dalla mia raccolta ,una poesia dialettale dalla quale si riesce a capire che nonostante non avessimo i mezzi d'adesso,riuscivamo a divertirci lo stesso.Dal febbraio del 1967 sono trascorsi 42 anni,ma credetemi il ricordo di quell'evento è ancora vivo in me e in tutti gli amici che vi parteciparono.Vorrei anche far capire a tanti giovani che non bisogna necessariamente aspettare che dall'alto qualcuno organizzi qualcosa per divertirsi,ma come diceva una mia saggia amica "bisogna far funzionare il cervello"-insomma muoversi,fantasticare,sognare,realizzare qualcosa che piace.


LU FESTIVALLA

(dedicata all'amico Luigi Bruno)


Quanta fatica,quanta pascenza

per fare lu festivalla a Giurdignanu nosciu.

Propriu nu festivalla

alla grande,cullu complessu

antrà lu trappitu;

si,propriu trappitu

trasformatu in teatru.

Nussù chiacchere,ma è veru

sulu ci ha faticatu

lu po sapire.

Nu mese e forse cchiui

lu trappitu a pulizzare ncuminciamme

e a provare le canzuni

cullu complessu "i pipistrelli"

Poi lu palcu,culli banchi

dell'asilu preparamme,

po tutte le meju tuvaje e

lenzuli de la dote le fimmine

ne pristara.

Era bellu,mutu bellu.

Li cantanti,la giuria,lu presentatore,

lu complessu,la premiazione;propriu comu a Sanremu,

e puru nu picca de invidia e d'emozione

i cantanti tiniane.

E le canzuni ?belle....belle

"bandiera gialla-nessuno mi può giudicare-ban bang-la fisarmonica ecc ecc "

E lu guadagnu ?Mutu,mutu,

appena pe na pizza antrà lu "ziu Cicciu"

E la soddisfazione?

Tanta...tanta...veramente


Gioacchino Vilei

venerdì 23 gennaio 2009

LA LUCE DI LEUCA,IL PARADISOALLA FINE DEL MONDO(cliccate qui per vedere il video)


Ciao amici,

vi avevo già parlato di Santa Maria di Leuca,la punta estrema d'Ialia.

Il giornale Lecceprima ha pubblicato di recente la bellissima foto che vedete con un commento di Giuseppe Callea,di Salve(un paesino in provinca di Lecce) che vi trascrivo.



"La luce di Leuca,il paradiso alla fine del mondo."

Questa è la sensazione che si prova quando i nostri occhi così lontani dal resto del nomdo,accarezzano con lo sguardo questo paesaggio di pietra,sole e mare.Eppure sento che questo posto va oltre le sue immagini.Questo capo di Leuca,immerso nella sua religiosità,nel suo sacro silenzio e nei suoi venti ,vive e pulsa nel cuore dei salentini...come un richiamo.

martedì 13 gennaio 2009

A pane cotta(o i mursifritti)-ricetta antica del salento


Ciao amici,

il mio amico Giuliano mi ha fornito una nuova ricetta che vi trascrivo.Una ricetta povera,utilizzando tutti gli avanzi del giorno prima.Vi posso assicurare che parecche persone,allora,tanti anni fà,si sfamavano con questo piatto.Ricordo ancora mia nonna quando la preparava,soprattutto come colazione al mattino prima di andare in campagna,nel periodo invernale e la chiamava "i mursifritti"-Accendeva il fuoco, e sutta lu cantune mintia la farsura.

Dedichiamo questa ricetta a quanti ricordano quei tempi e a quanti volessero adoperarsi per realizzala,certamente con uno spirito completamente diverso.


A PANE COTTA O I MURSIFRITTI (di Giuliano Longo-cuoco di professione)


Ingredienti(quelli che si hanno a portata di mano avanzati dal giorno/i prima)


legumi già cotti(fagioli o piselli)-cicorie di campagna(cicuredre)-pasta -rape-2/3 friselle spezzettate-olio d'oliva-acqua e sale quanto basta.


Preparazione

In una pentola capiente,mettere tutti gli ingredienti sopra descritti,velarli d'acqua,salare,aggiungere olio d'oliva e mettere a fuoco dolce in modo che cuocia tutto lentamente,coprendo la pentola con un coperchio.

Lasciar cuocere senza mai mescolare.Solo quando l'acqua sarà del tutto assorbita,cominciare a mescolare sino a quando sul fondo della pentola comincerà a formarsi una crosticina che non dovrà bruciare,per non far prendere il sapore di fumo alla pietanza.

Provate!!!!!!!

Buon appetito

Un saluto affettuoso


Gioacchino Vilei




venerdì 2 gennaio 2009

I mestieri antichi nel Salento(clicca qui per vedere il video del trainiere che canta)


Ciao amici,
il tempo passa e ognuno di noi porta con sè ricordi,avvenimenti,personaggi.
Chi ha qualche anno come me(è un modo di dire è anzianotto)-ricorda molto bene alcuni mestieri e i relativi personaggi,così come ricorda episodi e fatti accaduti relativi a tali personaggi.
Ecco alcune figure che ormai sono quasi scomparse ,oppure si sono modernizzate e hanno perso del fascino che le caratterizzava.

-Lu stagninu-lu conzalimmi e giustacofine-lu cantastorie-lu mnpajasegge-lu trainieri-lu banditore-lu ferracavalli- lu scarparu-la filatrice-la ricamatrice

Lu stagninu
ha avuto nel passato una grande importanza.Riparava i secchi-le pentole-i tegami-i coperchi-che si consumavano per il troppo uso.Ricordate le menze con le quali si andava all fontana per prendere l'acqua' e lu quatarottu ?

Lu conzalimmi e lu giusta cofine
Riusciva a riparare e a riattaccare con amore e bravura vasi-capasuni-limmi ecc-Il lavoro avveniva spesso all'aperto e i bambini si avvicinavano incuriositi e lui raccontava storielle vere o inventate che tenevano buoni bambini.

Lu cantastorie
Girava nel paese con una fisarmonica e il suo intento era quello di far conoscere al pubblico storie accadute .Nelle piazze e nele fiere ,aiutato anche da un cartellone dove veniano dipindi i fatti più importanti,cantava e alla fine passava con un piattino per ricevere qualche spicciolo.

Lu mnpaiasegge-
In moltssime famiglie l'arredamento era costituito dalla cascia,dall'armadio,dal letto e dalle sedie.
Queste sedie a volta si sfondavano e allora si ricorreva allu mnpaiasegge che provvedeva a sistemare il fondo con lo giunco

Lu trainiere
Non c'erano le auto e questi personaggi con il traino e con il cavallo trasportavano,su richiesta,qualsiasi tipo di materiale.Erano anche dei veri maestri perchè ritmando cullu scurisciatu,cantavano delle bellissime canzoni popolari

Lu banditore
questo caratteristico personsaggio girava per le vie del paese,si fermava in punti particolari dove c'era un capannello di gente e a voce alta scandiva le parole,avvertiva tutti su quanto era stato preventivamente predisosto dall'amministrazione e sugli eventi che dovevano verificarsi.

Lu ferracavalli
altra figura importante......potremmo definirlo il calzolaio dei cavalli.Allora non era difficile vedere un cavallo per strada,anzi accanto alle abitazioni c'erano le stalle o addirittura dentro casa c'erano i cavalli.

Lu scarparu
era il calzolaio che con tanta cura e pazienza sistemava le scarpe(tacchi-sole-menzesole)

La filatrice-la ricamatrice
La filatrice con il telaio e la ricamatrice a mano o col tombolo provvedeva a fare il corredo alle figlie.

Amici vorrei ricevere i commenti di quanti hanno conosciuto queste figure e anche qualche episodio particolare.
Ai giovanissimi voglio ricordare che anche questa è storia e trazione del salento.Sono disponibile comunque ad appofondire l'argomento, se richiesto.
Grazie per l'attenzione
Gio' Vilei