clicca sulla foto per vedere il video

lunedì 12 ottobre 2009

Pasticciotto,caffè in ghiaccio ed altro a Lecce e nel Salento (clicca qui per vedere il video)



Ciao amiche ed amici,




il Salento,oltre al meraviglioso mare,ai muretti a secco,alle distese di ulivi,al clima temperato,al barocco Leccese,ai dolmen ,ai menhir monumenti preistorici vi offre:




il caffè in ghiaccio al latte di mandorla soffiato al bar "all'ombra del barocco"a Lecce.




il pasticciotto (dolce tipico Leccese)di Andrea Ascalone a Galatina.




il rustico(dolce tipico Leccese)alla pasticceria in P.zza Capece a Maglie




la passeggiata delle tre porte a Lecce




un giro del centro col trenino a Lecce




un tuffo dal ciolo(località nelle vicinanze di Santa maria di Leuca)




la coppa canneto al bar canneto di Gallipoli




il ristorante "Gesù Cristo"a Taranto,dove si mangia il pesce pescato la notte dai propriettari




la Santa messa al santuario di Leuca(punta estrema d'Italia)




l'alba ad Otranto(è il primo punto in Italia dove sorge il sole)




passeggiate in barca alla scoperta delle grotte e delle bellissime insenature a Castro Marina.




pesce fresco e altre specialità tipiche salentine alla trattoria degli amici a Giurdignano collocata all'interno del palazzo baronale.




giro dei menhir e dolmen a Giurdignano




Sono solo alcuni esempi di quello che vi offre il Salento secondo il mio parere, fermo restando che tutto il salento è ricco di cultura,tradizione,storia,mare meraviglioso, cucina e dolci ineguagliabili.


Un caro saluto


Gioacchino Vilei


Proverbi Salentini(cliccare qui per vedere il video)

martedì 6 ottobre 2009

Ricetta salentina :i pimmitori scattarisciati


Ciao amiche ed amici,

eccomi qui per informarvi di una ricetta Salentina:i pimmitori scattarisciati.


Si può fare in qualsiasi periodo dell'anno,a me piace invece immaginare l'inverno e un caminetto per questa ricetta.


Se è possibile usate i pomodori invernali a fietta(quelli che vedete nella foto),ma vanno bene anche i pomodorini(per gli amici Milanesi dico che possono trovarli nelle bancarelle gestite da Pugliesi dei mercati rionali).E' anche evidente che va bene anche il forno per chi non ha la possibilità di avere un camino.


Ricetta

lavare e asciugare i pomodori.In un tegame scaldare l'olio(possibilmento quello del salento).Bucare i pomodori con una forchetta e metterli nella padella quando l'olio è ben caldo e fumante.Chiudere la padella con il coperchio.A metà cottura aggiungere il peperoncino.


A parte tagliare delle fette di pane(possibilmente Pugliese di Altamura)-arrostire appena appena al forno o sulla brace del camino.

Cospargere con l'uso di un cucchiaio i pomodori e l'olio sul pane e buon appetito.


Vi confido che questa è una mia pietanza preferita la domenica sera nei mesi invernali,insieme alla minestrina che io chiamo "pappa da grandi".Ma di quest'altra ricetta vi parlerò in seguito.


Un caro saluto

Gioacchino Vilei

domenica 4 ottobre 2009

Sagre,feste patronali,fiere nel Salento(cliccate qui per vedere il video)


Ciao amiche ed amici,

nei mesi estivi,a partire da Giugno sino ad Ottobre - di fiere,feste patronali e sagre c'è ne sono veramente tante nel Salento.C'è solo l'imbarazzo della scelta.In qualunque posto siete in vacanza nel giro massimo di 50 Km potete raggiungere questi posti.

Alcuni amici Milanesi mi raccontavano che quest'anno sono stati a Santa maria di Leuca e quasi tutte le sere si recavano nei paesi vicini e trascorrevano una bella serata spendendo molto poco.
Infatti, soprattutto le sagre vengono organizzate da associazioni culturali e da volontari.Per questo i prodotti si possono acquistare a poco prezzo perchè non c'è fine di lucro.

Per questo amici vi consiglio di visitare questi posti nel Salento.

Sul giornale "il Nuovo Quotidiano di Lecce"-tutti i giorni c'è l'elenco di queste feste.

E' nell'atmosfera di queste feste popolari che si coglie nell'anima salentina un misto di sapienza,cordialità e vivacità.

Le più famose:
La sagra del contadino a Giurdignano(a fine agosto)-Sempre a Giurdignano la fiera della Madonna del Rosario che si svolge la prima domenica di Ottobre.
La sagra della patata ad Aliste intorno al 20 di luglio-
La sagra del pane che si tiene a Cursi a fine luglio.
La sagra te li cannolicchi cu le cozze a Sant'Isidoro(Nardò) in agosto.
Sempre in agosto a Felline c'è la sagra della purpetta.
Ad acquarica del Capo la sagra dell'olio d'oliva.
A Cannole in agosto c'è una grande sagra,quella della municedrha che si svolge sin dal 1985.
E poi tantissime ancora:la sagra del peperone e della melanzana-la festa te lu mieru-la sagra della trippa e te la carne de cavallu ecc ecc-
Non di meno le feste patronali:
il 14 agosto si festeggiano i Santi Martiri ad Otranto-il 24-25-26 agosto Sant'Oronzo a Lecce.-Il 16 di Agosto San Rocco a Ruffano e a Giurdignano.
Il 25 e 26 settembre i Santi Medici a Uggiano. ecc ecc
Amici ed amiche se andate in vacanza nel Salento....non potete fare a meno di andare a vedere queste manifestazioni anche perhè rappresentano la storia,la cultura la tradizione di un popolo:Il Salento,la terra nobile del Salento.

Un caro saluto a tutti voi

Gioacchino Vilei

venerdì 2 ottobre 2009

Pampasciuni-ricetta salentina di Giuliano Longo


Ciao amiche ed amici,

i pampasciuni(in barese lampascioni)-appartengono alla famiglia dei cipollotti.Giuliano,un amico cuoco Giurdignanese mi ha inviato una ricetta che ora vi trascrivo.

Sono delle ricette povere con i frutti della terra.Subito dopo la guerra ,non c'era da mangiare e gli anziani di Giurdignano raccontano che si sfamavano proprio raccogliendo questi pampasciuni,o le cicuredrhe,o le cozze piccinne e le cozze municedrhe.Adesso tutte queste cose sono pregiate e addirittura hanno un costo eccessivo.

E andiamo alla ricetta,ma non solo perchè i pampasciuni si possono conservare e al momento opportuno servirli come antipasto.

Tra le altre cose quello dei pampasciuni,è un piatto tra quelli della tavola di San Giuseppe di cui vi ho già parlato nei post precedenti.



INGREDIENTI

1 kg di pampasciuni

aceto bianco

sale e olio quanto basta



PROCEDIMENTO

Pulire i pampasciuni privandoli dalle pellicine superficiali;lavarli bene e quindi versarli in acqua bollente facendoli bollire per qualche minuto,in modo che rilascino parte del loro liquido gelatinoso.Quindi scolarli,lavarli ancora e se occorre togliere parte delle pellicine che si staccano.

A questo punto mettere a bollire l'acqua salata e acidulata in percentuale del 20% di aceto(5 litri d'acqua- 1 -litro d'aceto)oppure in base a i gusti si può aumentare o diminuire la quantità di aceto.Se si fannno per essere invasati e conservati sott'olio la quantità di aceto deve essere superiore,perchè questo funge da conservante.

Non appena l'acqua stacca il bollore,versare i pampasciuni e farli cuocere fino a quando non risulteranno teneri pungendoli con la forchetta.Se si devono invasare è consigliabile lasciarli un pò duri perchè in questo caso li cuoce l'aceto.

Scolarli e asciugarli bene col canovaccio,quindi,prendere un vasetto di vetro sterilizzato in forno caldo,invasarli e coprirli con olio del salento.Si conservano bene per circa un anno.

Buon appetito.



n.b.

Agli amici Milanesi dico che i pampasciuni li possono trovare in quasi tutti i mercati rionali,soprattutto in febbraio,marzo.Se vi capita di essere nel Salento nel mese di marzo,il primo venerdì ad Acaya(frazione di Vernole)un comune vicino lLecce c'è proprio la sagra te lu pampasciune.
Altrimenti giorno 19 marzo a Giurdignano potete trovare questa pietanza tra le pietanze delle tavole di San Giuseppe.
Un caro saluto a tutti
Gioacchino Vilei



sabato 26 settembre 2009

Taranto e i suoi monumenti(cliccare qui per vedere il video)


Ciao Amiche ed amici,
vi invito a guardare questo bellissimo video su Taranto.Questa città rappresenta il confine est del Salento.

Un caro saluto
Gioacchino Vilei

La piazza di Giurdignano(Lecce) nel Salento


La colonna di San Rocco fu eretta nell'anno 1722.Si narra che fu un ex voto di un capitano di lungo corso che aveva perso tutto il suo equipaggio a seguito di una terribile pestilenza,e molto probabilmente sbarcò a otranto.

giovedì 24 settembre 2009

I soprannomi degli abitanti del Salento



Ciao amiche ed amici,




quest'anno,parlando con una persona di una certa età di Minervino,mi ha chiesto "di dove sei?" e io "di Giurdignano"-Ho capito,proseguiva..."sii nu tignusu"-




Mi sono sempre chiesto in quale circostanza nacquero soprannomi così bizarri e non mi sono mai dato una risposta precisa.Penso che sicuramente per infastidire o addirittura ingiuriare gli abitanti di un posto forse quando non c'erano le auto,i telefoni ma traini e cavalli e quindi si aveva tutto il tempo per chiaccherare e immaginare i paesi vicini.Ad ogni nomignolo c'è sicuramente una storia dietro,anche se oggi non vengono usati più e ,se vengono usati, non certamente per ingiuriare gli abitanti di un paese.




Vediamo qualche nomignolo,incominciando da Giurdignano




I cittadini sono soprannominati "tignusi"-nome all'apparenza molto offensivo,ma che in realtà rispecchia una verità triste.Difatti,sino a più di 50 anni fa,prima delle opere di bonifica, questo paese era circondato da paludi che nascondevano fra le proprie acque malsane malattie ed infezioni,tra cui proprio la tigna.





Zucari-è il soprannome degli abitanti di Bagnolo.Il nomignolo fu affibbiato a loro per via dell'artigianato locale delle "zuche"-oggi scomparso,corde intrecciate con alcune fibre che nascevano spontaneamente lungo le rive dei laghi alimini.





Passaricchi-è il soprannome degli abitanti di Maglie, ed è sinonimo di semplicioni.

Insomma ogni paese ha un soprannome con una storia dietro.


Vediamone altri.
Citti pitucchi e sona campane-ai cittadini d Matino
Vintri ianchi-ai cittadini di parabita
Carnunculari-ai cittadini di Melissano
Picciotti-ai cittadini di Alezio
Puricini-ai cittadini di Tuglie
Patinori-ai cittadini di acquarica del Capo
Sacare-ai cittadini di Casarano


Saracini- ai cittadini di Cerfignano
Pirati -ai  cittadini di Vitigliano
Cucummarazzi -ai  cittadini di Cocumola
Algerini- per i cittadini di Casamassella
Babbi-per i cittadini di Cursi
Pedi niuri(piedi neri) e cucuzzari(teste di zucca)-doppio soprannome ai cittadini di Scorrano
Uttari(costruttori di botti)-ai cittadini di Gallipoli
Licca viddhanzie(lecca bilance)- ai cittadini di Poggiardo
Macari(stregoni)-ai cittadini di Soleto
Mangiafriseddre(mangiafriselle)-ai cittadini di Ruffano
Giudei,ai cittadini di Carpignano
Ventriianchi(pance bianche)-ai cittadini di Otranto
Tiratravi-  ai cittadini di Sanarica
Cappiddruzzi(portatori di cappellini)-ai cittadini di Minervino


Cuzzari(cozze-lumache)-ai cittadini di Cannole

Ciucci(asini)-ai cittadini di Botrugno

Babarabà(imbecilli)-ai cittadini di Uggiano

Craunari(carbonai)-ai cittadini di Nociglia

Cucuzzari(zucche)-ai cittadini di Cursi

Carnocculari(rane)-ai cittadini di Palmariggi

Porci(maiali)-ai cittadini di Muro Leccese


Mangani-ai cittadini di Corigliano d'Otranto
Ho inserito nel post la foto di un passero(i passericchi de Maje) che mi sembra la meno offensiva.


Aspetto amici i vostri commenti,altri soprannomi e altre storie che in ogni caso rappresentano la nostra tradizione,quella della terra nobile del Salento.


Per ulteriori informazioni sull'argomento su internet cliccate"i soprannomi,nomignoli dei paesi del salento"-Vi segnalo anche l'articolo di Valentina Vantaggiato "Cucuzzari....passaricchi,alla scoperta delle ingiurie salentine"



Un abbraccio

Gioacchino Vilei

lunedì 21 settembre 2009

Salento d'amare..non solo d'estate e per il suo mare(clicca qui per vedere il video)

Salento...non solo mare stupendo(clicca qui per vedere il video)

Vacanze nel Salento...ma non solo d'estateCliccate qui per vedere il video)

Care amiche ed amici,
il Salento è meraviglioso non solo d'estate....ma sempre.Se volete trascorrere una vacanza tranquilla anche dopo l'estate,magari per Natale,Pasqua....vi consiglio proprio il Salento.Il Salento non è solo mare,ma cultura,tradizione,arte.A proposito di arte, se venite nel Salento non potete non visitare Lecce e il suo barocco,oppure Otranto,la sua cattedrale,le sue stradine caratteristiche,Giurdignano con i suoi menhir e dolmen,ma anche tanti altri posti incantevoli
In tali periodi penso anche che c'è più tranquillità e anche i prezzi sono ottimi.
Questo lembo di terra bellissimo d'Italia merita molto di più.
Guardate il video e ve ne convincerete

Un saluto a tutti voi
Gio' Vilei

giovedì 17 settembre 2009

Lingua Salentina(manuale di sopravvivenza per i "forestieri")

Ciao amiche ed amici,
Se non si conosce in fondo i termini Salentini non ci si sente propriamente a propio agio.
Ecco alcuni termini per facilitare quanti,non salentini,si recano nel Salento.

SANU,SANU-
non significa sano,ma intero.(es. questo melone è intero....è sanu...sanu)

A CHE STAI(a che punto sei)

BOCCACCIO(non è lo scrittore,ma vasetto di vetro a chiusura ermetica)

BRUNO(non è un colore ma la prugna)

CAPPETTI(mollette per stendere i panni)

DARSI CANZA(avere pazienza,calmarsi)

INFIAMMO(infiammazione)

NSURTARE(infastidire)

Lacerto(la parte magra della carne)

Mai sia(non sia mai)

Melone di pane e di acqua(il melone contrapposto all'anguria)

Mena(sbrigati,fai presto)

Me gira lu stummicu(ho lo stomaco sottosopra)

Mo(adesso)

Non essere legittimo(non essere in sè)

Percoco(albicocca)

Pocca( vero-non è vero per niente a seconda del contesto)

Piatto spasu(il piatto piano)

Pinnuli(pastiglie medicinali)

Sagna(lasagna)

Sine-none(si-no)

Scornarsene(provare vergogna)

Villa(giardino comunale)

Sono solo alcuni termini salentini.Ma se avete problemi,non vi vergognate(nu scurnateve) a chiedere spiegazioni alla gente del posto chè è molto simpatica,educata e accogliente:vi darà le spiegazioni del caso .

Un caro saluto atutti
Gio' Vilei

mercoledì 26 agosto 2009

Trattoria "le taiate" a Porto Badisco(Lecce)



Ciao amiche ed amici,

se vi trovate nel salento e in modo particolare vicino Otranto,ed esattamente in un posto incantevole,vale a dire Porto badisco e avete voglia di mangiare i ricci,oppure spaghetti alla scogliera,una frittura mista,spaghetti ai ricci ecc ecc,c'è una ottima trattoria "le taiate"che soddisferà sicuramente le vostre richieste.

Un posto semplice,con gestione familiare,insomma alla buona,ma si coniuga bene qualità e prezzo.

A tutto questo si aggiunge la gentilezza e la professionalità dei proprietari che conosco da tanto tempo.

Un caro saluto

Gio' Vilei

martedì 25 agosto 2009

Le fontane,in ogni paese del salento


Ciao amiche ed amici,

chi ha visitato il salento o ci abita ,non può fare a meno di notare in alcuni angoli di ogni paese le cosidette "fontane"-Il loro compito era preziosissimo negli anni 50/60-quando gli abitanti non avevano l'acqua potabile in casa.Chi ha una certa età come me,ricorderà sicuramente che si andava alla fontana "cu la menza" per prendere l'acqua che serviva poi per cucinare o da bere.

Queste fontane,quindi,rappresentano la nostra storia,la nostra cultura,la nostra tradizione.

E' un peccato invece ora,dopo tanti anni di onorato servizio,vedere queste fontane messe male,abbandonate se non addirittura eliminate.


Un invito,quindi,ai comuni e alle province salentine,a restaurare e a preservare queste fontane


Un caro saluto a tutti voi.

Gioacchino Vilei

domenica 23 agosto 2009

La preghiera a San Rocco


Ciao amiche ed amici,

sono riuscito a trovare una preghiera che si cantava in occasione della festa di San Rocco.

Ricordavo alcune parole in latino,ero ragazzino.........


Ave Roche Santissime

nobili natus sanguine,

crucis signaris schemate,

sinistro tuo latere.


Roche peregre profectus,

pestiferae mortis actuscuravisti mirifice,

tangendo salutifere.

Vale Roche angeliche,

vocis citatus flamine,

obtinuisti deifice,

a cunctis pestem pellere.


Sit,Criste Rex piissime,

tibi patrique gloria

cum spiritu paraclito,

et nunc et in perpetuum.Amen

mercoledì 19 agosto 2009

Le specialità del salento(farina-pane di grano,taralli,friselle ecc ecc)


Ciao amici,amiche e amanti della terra nobile del salento,

se andate nel salento e soprattutto a Giurdignano,un paesino vicino Otranto non potete non visitare il mulino e il forno degli amici fratelli Protopapa.


Potete acquistare la farina per fare il pane,le pizze e la pasta fatta in casa ma anche leguni di produzione propria.


Chi è amante le pane fatto con il forno a legna lo puo trovare qui,ma anche focacce,pizzette ,taralli,friselle ecc ecc.


Non vi resta che di andare a visitarli,non ve ne pentirete.


Conoscevo i genitori di questi amici,quando tanti anni fà aprirono il mulino e il forno,gente semplice così come i figli che gestiscono attualmente questa attività.


Il profumo del pane fresco,soprattutto quando tira il vento di tramontana non si può dimenticare.

Cordialmente

Gioacchino Vilei

domenica 16 agosto 2009

La festa di San Rocco a Giurdignano(cliccare per vedere il video)



Ciao amiche ed amici,

in diversi paesi del salento e soprattutto a Giurdignano,il 16 agosto si celebra la festa di San Rocco,protettore del paese.La devozione al Santo è estesa nel salento e in Puglia in genere.Parecche chiese sono dedicate al santo e tanti cittadini portano il nome di Rocco.

Diversi cittadini hanno in casa statuine del santo ma un amico,Emilio,di San Cassiano ha in casa una statua bellissima del santo.

Se volete conoscere,usi,costumi,consuetudini d'un tempo della festa di San Rocco,potete leggere la mia poesia "la festa de Santu Roccu"-in archivio nel mese di novembre dell'anno 2008-


Un caro saluto a tutti voi.


Gio' Vilei

venerdì 14 agosto 2009

Giulia...prepara orecchette e minchiaredhi,specialità salentine d'un tempo


Sapori,profumi,ricette d'un tempo del Salento

Ciao amiche ed amici salentini e amanti dei sapori,dei profumi della cucina salentina d'una volta,

quest'anno,grazie a Giulia,una donna simpaticissima,allegra, con tanta vivacità ma soprattutto donna d'altri tempi, di Giurdignano(ha 74 anni ma non lo dimostra)-ho potuto gustare cibi d'una volta,genuini e dai profumi intensi e particolari.

Giulia,abituata dopo la guerra a vivere con i frutti della terra, conosce tutto della campagna e raccoglie di tutto e di più(cozze piccine-cozze grosse-cozze municedrhe ecc ecc)-ma poi sa preparare benissimo tutto questo.Inoltre ,sa fare le orecchette e minchiaredri,i ravioli ecc ecc-

Quest'estate,grazie a Lei ho potuto gustare e assaporare tutto questo.Ogni occasione poi era buona per raccogliere i fichi-gelsi(che non mangiavo da 20 anni)-more e così via-
Grazie Giulia.

Amici nel Salento,oltre a Giulia,ci saranno sicuramente nel salento queste persone d'un tempo,basta scoprirle e approfittare della loro professionalità e bravura per gustare pietanze con gusti particolari,come pasta e cavoli,pasta e fagioli ecc ecc.Scoviamo e valorizziamo queste persone perchè rappresentano storia,cultura,tradizione della nostra terra.

Chi non ha la possibilità di conoscere queste persone può approfittare delle varie sagre che si tengono in estate in quasi tutti i centri del salento.

L'estate non è ancora finita e quindi potete approfittarne.Basta leggere il "quotidiano di Lecce" che ogni giorno porta l'elenco di queste sagre.

Buona vacanza a chi ancora deve andare.
Un saluto a tutti voi

Gioacchino Vilei

venerdì 1 maggio 2009

Castro Marina(Lecce)-cliccare qui per vedere il video


Ciao amiche ed amici,

Castro Marina è una località tra Otranto e Santa Maria di Leuca nel Salento con un

mare meraviglioso,il suo castello recentemente ristrutturato ma anche un posto di

cultura e di storia che merita di essere visto.Guardate il video e ve ne convincerete.

Con simpatia e affetto
Gioacchino Vilei

Porto Badisco,località nel Salento, e la sua bellezza(cliccate qui per vedere il video)


Porto Badisco,un posto bellissimo e incontaminato dalla natura.
Si trova nel Salento,tra Otranto e Santa Cesarea terme

Se venite nel Salento,amiche ed amici....fate una capatina,un bagno e una mangiata di ricci a porto Badisco.Si trova a 5 Km da otranto e da Giurdignano(Lecce)
Un caro saluto
Gioacchino Vilei

lunedì 27 aprile 2009

MATRIMONI A CONFRONTO NEL SALENTO-ANNI 60-ANNO 2008- CLICCA PER VEDERE IL VIDEO DI MIA FIGLIA STEFANIA











Matrimonio di mia figlia Stefania anno 2008






Ciao amiche ed amici,

prendo spunto per la trattazione di questo argomento da un post di un amico che scrive sul blog di Giurdignano in cui si parla di "candallini colorati "-Era,infatti, usanza nel Salenzo,all'uscita degli sposi dalla Chiesa buttare i confetti in segno di augurio e poi gli invitati,ma soprattutto i ragazzini ,come me,che stavano a guardare la sposa e gli invitati raccoglievano da terra i "candallini"-e poi naturalmente...si mangiavano.Ma oltre a questa usanza ricordo anche che la cerimonia per tutti gli invitati si svolgeva di solito in casa con gli spumoni e "lu rosolio".

Gli spumoni erano dei gelati fatti tradizionalmente dai proprietari dei bar che poi li servivano alla cerimonia nuziale.Il rosolio era del liquore fatto in casa al quale si aggiungevano degli additivi per colorarlo.Spesso i proprietati del bar chiamavano dei giovani studenti a servire il tutto(a fare i camerieri)-con tanto di pantaloni neri,giacca bianca e farfallino nero.Era questa un'occasione per guadagnare qualcosa.

Ricordo altre usanze(negli anni 60) come la cerimonia della catina e la moscia della dote.

Il giorno che uscivano le pubblicazioni,la suocera regalava alla nuora una collana d'oro detta "catina" che indicava il legame profondo che univa le loro vite.Questa cerimonia si concludeva con un banchetto e da questo momento sino al giorno delle nozze la ragazza rimaneva chiusa in casa,uscendo esclusivamente per recarsi in chiesa.

Il giovedì prima della celebrazione del matrimonio la dote veniva esposta "la moscia" così anche i regali ricevuti.In tale circostanza la futura sposa donava alla suocera uno scialle o un vestito e al futuro sposo una canicia con i gemelli d'oro,ricevendo in cambio l'abito da sposa.

A proposito della "moscia" negli anni 60 sono stato invitato da una ragazza che abitava vicino casa mia Giurdignano a trascrivere tutta la dote esposta.Per me è stato un divertimento e mi ricordo che dovevo scrivere in dialetto per paura che in italiano non si capisse bene-Per esempio lu "quatarottu" "la farsura" ecc ecc.

A tutto questo si aggiungeva anche l'abito che doveva essere diverso,dopo l'uscita ai sette giorni,ai 15 giorni e così via.Lo stesso dicasi delle coperte con le quali si preparava il letto.

Ricordo ancora bene quando mia mamma nelle grandi occasioni ,preparando il letto,mi diceva"la cuperta è quidrha de lu matrimonio oppure quidra dei 15 giorni" -

E adesso?

Tutte queste tradizioni restano solo nella cultura di un popolo perchè ora è tutto cambiato.....forse in meglio?-lascio a voi decidere.






Per esempio la foto che vedete si riferisce al matrimonio di mia figlia Stefania (anno 2008)ed era certamente inpensabile negli nni 60 arrivare in chiesa o in Comune in risciò,come ha fatto mia figlia e mio genero Paolo.
La prima foto,invece,si riferisce al matrimonio di mio zio Luciano e mia zia Nina.In terza fila c'è mia madre i mio padre.In fondo,non si vede,ma ve lo assicuro,c'è mio nonno che buttava "i cannallini"
Il video(che potete vedere cliccando sul titolo)è stato girato alla masseria le Stanzie,vicino Maglie(Lcce9-dove si è svolta la cerimonia nuziale.



Cordiali saluti
Gio' Vilei





Gio' Vilei

sabato 18 aprile 2009

Le ferrovie sud-est nel salento e in Puglia


Le ferrovie sud-est sono l'unica rete ferroviaria secondaria presente nel sud della Puglia che collega alle grandi città i comuni esclusi dalle gandi linee di comunicazione ferroviaria già presenti nel territorio con le ferrovie dello Stato.



Le ferrovie sud-est gestiscono le seguenti linee:

Bari-Martina Franca-Taranto

Bari-Casamassima-Putignano

martina Franca-lecce

Novoli-Gagliano del Capo

Casarano-Gallipoli

Zollino-Gagliano del Capo

Maglie-Otranto-



Proprio quest'ultima linea la conosco molto bene perchè negli anni 60,dalla stazione di Giurdignano,prendevo il treno per raggiungere Maglie-



Dico subito che, purtroppo queste linee sono caratterizzate dal fatto di essere a binario unico e non elettrificato.Questo ha anche il suo fascino se si percorre la linea per una gita,perchè si può ammirare il paesaggio bellissimo;al contrario se si viaggia normalmente si sa quando si parte ma non si sa quando si arriva.



Anche se negli ultimi anni la società ha cercato di migliorare l'immagine e la qualità dei servizi,non c'è la volontà politica di migliorare il livello qualitatitivo e di investire in questo servizio.



Secondo il mio parere è un peccato perchè queste linee ferroviarie potrebbero diventare delle linee di metropolitana in superfice e in questo modo,se il servizio funzionasse e ci fossero molte corse giornaliere potrebbero essere sfruttate per raggiungere i grossi centri,anizchè usare l'automobile e intasare i grossi centri.



La parte della rete ferroviaria Salentina fu realizzata nel 1931-La rete ferroviaria Sud-Est corre per 474 Km-Alla linea ferroviaria della Provincia di Lecce è stato edicato un film"italian sud-est"-



Mi auguro proprio che politici ci ripensino !!!!!!!

Un caro saluto

Gio' Vilei

giovedì 16 aprile 2009

VIDEO CATTEDRALE E MOSAICO DI OTRANTO(cliccare qui er vedere il video)

Se andate a Otranto non potete non ammirare a parte il mare meraviglioso,la cattedrale con il suo mosaico.

lunedì 6 aprile 2009

VIDEO PROCESSIONE DEL VENERDI' SANTO A GALLIPOLI(LECCE)-cliccare qui per vedere il video

VIDEO PROCESSIONE DELLA SETTIMANA SANTA A TARANTO(cliccare qui per vedere il video)

La processione del Venerdì Santo nel Salento nel Salento


La tradizione della settimana Santa e in particolare la processione del venerdì è molto sentita da sempre nel Salento e in modo particolare a Taranto-Maglie-Gallipoli,Pulsano-e in tutti i paesi della Grecia Salentina.

I luoghi della passione si tingono di colori e fanno risuonare i canti che accompagnano questa settimana di lutto.I comuni citati in modo particolare offrono al visitatore un percorso di fede e di religiosità carico di emozioni,in cui la sacra liturgia e la pietà popolare gelosamente conservate dalle confraternite locali, rivivono nelle tradizionali processioni.Il mistero dei volti incappucciati,dei suoni,dei lamenti,dei canti religiosi,avvolge le bianche cattedrali romaniche,le strette viuzze lastricate,le torri e le fortificazioni,che si schiudono alla vista del turista,attento ad osservare e ad ascoltare i suoni,i rumori,i racconti che le pietre,nel loro dialetto sussurrano-


A Maglie le varie stazioni della via crucis sono rappresentate da statue pesantissime portate a braccia dai soci delle varie confraternite.E' difficile accertare l'origine di questo rito,comunque secolare.

La Madonna è vestita di nero e viene accompagnata da un gruppo di coriste anch'esse vesite di nero.Anche i bambini partecipano vestiti da Angeli.Insomma è veramente una cerimonia suggestiva che tanti anni fa ho avuto il piacere di vedere.

A Taranto,invece, alla mezzanotte tra il giovedì il venerdì santo,ha inizio il pellegrinaggio dell'Addolorata.La statua della Vergine è portata in processione dalla confraternita di Maria Addolorata e San Domenico.Il corteo religioso parte dalla chiesa di San Domenico in città vecchia e raggiunge alle prime luci dell'albea la città nuova.La durata complessiva di questa processione è di circa 14 ore.

A Gallipoli è molto suggestiva questa processione che si completa all'alba del sabato santo,quando il simulacro di Maria Addolorata incontra il figlio morto per l'estremo saluto,davanti al mare e a una folla commossa in preghiera.


I paesi della Grecia Salentina sono:Calimera-Carpignano-Castrignano dei Greci--Corigliano-Cutrfiona-Martamo-Melpignano-Soleto ecc-In questi paesi musicisti di confraternite si confronteranno con i maggiori esecutori salentini impegnati nello studio di musiche religiose.



Come sapete i miei sono solo dei cenni.Per gli approfondimenti vi rimando ad internet"la processione del venerdì santo nel Salento"-

Ho voluto solo ricordare questo avvenimento secolare che si svolge nel Salento:la processione del venerdì santo.Vi invito,se potete e quando potete ad assistere di persona perchè ne vale la pena.

Un caro saluto

Gio' Vilei
(Cliccate sotto per vedere il video)
http://youtu.be/ne0U_8PiotQ

lunedì 30 marzo 2009

Le masserie nel salento


Ciao amici ed amiche,

Le masserie sono l'oggetto indiscusso della nostra memoria;la testimonianza vera e radicata di ciò che siamo.Ognuna ha una sua storia e nel Salento se ne trovano tantissime,anche ristrutturate,ad uso ristorante o agriturismo.Esse appartengono alla categoria dell'edilizia rurale storica;ognuna con caratteristiche sue proprie che la differenziano dalle cascine Toscane o Lombarde.Tutte diverse ma accumunate da un unico grande pregio:aver visto nascere e crescere i nostri avi,piccole comunità di contadini che vivevano in quei grandi agglomerati,grandi mura spesse costruite con antiche tecniche specifiche della nostra terra.


L'origine del termine "masseria"deve essere ricercato dal latino"massa,blocco,riunione".

Voglio solo segnalare la presenza nel Salento del fenomeno,senza approfondire l'argomento come faccio di solito.Per quanto riguarda la loro storia, i posti dove sono collocate ,vi rimando ad internet.Cliccando su "masserie nel salento"-potete trovare di tutto e di più.


Lasciatemi ricordare solo la masseria " le stanzie",vicino Supersano- Maglie -in provincia di Lecce perchè ho avuto modo di conosere il proprietario l'anno scorso a seguito del matrimonio di mia figlia Stefania.In questa masseria(vedere foto) bellissima-fuori dal mondo e dai rumori-adibita attualmente a ristorante si è tenuto il pranzo di nozze.Ve la consiglio per una serata tra amici o per il matrimonio dei vostri figli.Semplicità, disponibilità-buon gusto-genuinità dei cibi,tranquillità,prezzo accessibile sono gli ingredienti di questa masseria.

Un caro saluto.

Gio' Vile
(cliccate sotto  per vedere il video della masseria le stanzie)
ihttp://youtu.be/V_IDLWmqD70

giovedì 19 marzo 2009

Preghiera dialettale Leccese per la benedizione delle tavole di San Giuseppe


Ciao amici ed amiche,

grazie all'intervento di un amico di Giurdignano,Vittorio, siamo riusciti ad avere il testo tra il dialetto leccese e l'italiano che le nostre nonne recitavano tanti anni fà in occasione della benedizione delle tavole di San Giuseppe.Spero che qualcuno che legge questo blog si ricordi questa preghiera e ad ogni modo rimmarrà per chi è amante della cultura,tradizione del Salento.


Preghiera


Oh che giubilo oh che llegrezza

A casa vostra ci avere invitati?

Voi farete una cortesia

a lu gran sposu de Maria.

San Bernardinu ve benedice

Quannu lu patre se ota allu fiju

nessuna grazia li negherà.

Questa cena immacolata

de San Giuseppe fu custodita

e tu patrunu de sta casa

sta diuzione cunserverai.

Quannu simu moribondi

quidri de la terra ne bbandonerannu

Quello santo protettore

ci vien ad aiutare.

Ogni periculu ca tu hai

San Giuseppe chiamerai.

San Giuseppe se parte e vene

dà conforto a quello che tu hai

San Giuseppe sai cche vole:

lu veru affettu,e lu propriu core.


(grazie a Vittorio che ha individuato questa preghiera e a Toni che ricordava qualcosa,e in paricolare alcuni versi che sua nonna Vittoria recitava in occasione delle tavole di San Giuseppe)

lunedì 16 marzo 2009

Tavola di San Giuseppe.:tradizione familiare che continua....a Giurdignano,nel Salento(clicate qui per vedere il video)





Ciao amiche ed amici,
dopo la morte di mia mamma,mio fratello Gino e la sua famiglia ha deciso di continuare la tradizione di famiglia allestendo la tavola di San Giuseppe.Ricordo che mia madre,infatti,ci teneva tantissimo ad allestire la tavola sin da quando ero ragazzo.
E dal 2000 ogni anno mi reco a Giurdignano a San Giuseppe perchè nella tavola di mio fratello rappresento "San Giuseppe"

La prima foto raffigura la tavola di mia madre
La seconda foto quella di mio fratello.

Uun caro saluto a tutti voi consigliandovi di andare a vedere questa bella tradizione religiosa.

Gioacchino Vilei

sabato 28 febbraio 2009

Tavola di San Giuseppe-Piazza-Giurdignano (Lecce)-cliccate qui per vedere il mio video


Ogni anno a Giurdignano si rinnova la tradizione delle tavole di San Giuseppe.
Descrizione tratta dal sito del Comune di Giurdignano
Le Tavole di San Giuseppe sono un'antica tradizione di cui Giurdignano vanta le origini. Esse affondano le radici nei grandi festeggiamenti religiosi medievali. E' un'atmosfera mista tra lo stile bizantino ed il barocco quella che accoglie il visitatore a Giurdignano in questi giorni di festa.

Ogni anno a Marzo, in occasione della Festa di San Giuseppe, è ancora viva l'usanza di preparare le "Tavole", un'originale forma devozionale che si rinnova, ogni anno, con identico spirito di carità e di sacrificio.

Le Tavole di San Giuseppe sono lunghe tavolate coperte da candide tovaglie, ornate di fiori e ceri accesi, con al centro un grande quadro del Santo. Su di esse, grossi pani circolari con nel mezzo un finocchio ed un'arancia e le pietanze della tradizione: "vermiceddhi" con ceci, pasta con miele e mollica di pane, verdura lessata, pesce fritto o stoccafisso in umido, lampascioni, ceci, cartellate e "purciddruzzi" con il miele, olio e bottiglie di vino.

Alcuni di questi cibi hanno un significato simbolico e rituale: la pasta e ceci, per i colori, rappresenta il narciso, tipico fiore primaverile; i lampascioni il passaggio dall'inverno alla primavera, il cavolfiore la verga fiorita di San Giuseppe, il pesce fritto il cristo, le cartellate le fasce di Gesù Bambino, lo stoccafisso era, un tempo, il cibo delle grandi occasioni.

Quando una famiglia devota decide di "fare la tavola" invita i Santi, da un minimo di tre (San Giuseppe, Gesù Bambino, e la Madonna, che deve essere una ragazza nubile) a un massimo di tredici ed in ogni caso sempre in numero dispari. San Giuseppe, a capo tavola, dà inizio al pranzo battendo un colpo di bastone sul pavimento; quindi con tutti gli altri assaggia ciascuna pietanza, segnandone la fine con dei colpettini di forchetta sul piatto, per recitare una preghiera.

Per ultimo, la famiglia consegna i grossi pani ai rispettivi  Santi che rispondono con un ringraziamento.

Le tavole di San Giuseppe,tradizione medioevale a Giurdignano e in alcuni paesi del Salento(cliccate qui per vedere il mio video)

Ciao amici,
è iniziato il mese di marzo,caratteristico per la tradizione a Giurdignano e in altri centri del salento delle tavole di San Giuseppe.
Si tratta di una tradizione antichissima,medioevale,allorquando i nobili locali offrivano dei banchetti ricchi di pietanze ai più bisognosi.
E' un rito particolarissimo che consiste nella preparazione in casa di ogni devoto del santo,di tavole ricche di pietanze.
Il 19 marzo,intorno a mezzogiorno,si da avvio ad una cerimonia che si conclude con il dono dei piatti ai"Santi,"ovvero persone invitate dal devoto alla celebrazione e che ricoprono il ruolo di una delle tredici figure sacrali previste.
Si tratta di persone che hanno ricevuto una grazia da San Giuseppe e che con questo rito,danno compimento al voto fatto,oppure semplicemente una tradizione che si tramanda da padre in figlio.E' quest'ultimo il mio caso:mia madre per diversi anni ha fatto la tavola e con la sua morte la famiglia di mio fratello Gino ha continuato questa tradizione.Personalmente rappresento San Giuseppe in questa tavola ed è già da diversi anni che mi reco a Giurdignano per questa riccorrenza e spero di farlo per molti anni ancora.
I Santi
Il devoto individua le persone che dovranno ricoprire il ruolo di Santo:le tavole possono essere da un minimo di tre Santi al un massimo di 13-le figure minime quindi debbono essere 3(Gesù Bambino-la Madonna-San Giuseppe)
Nei giorni che precedono la celebrazione,nelle case e negli abitanti di Giurdignano domina la frenesia della preparazione della tavola,curata nei minimi particolari e imbandita con i prodotti della terra e i piatti tipici della tradizione contadina.
Tra le varie pietanze un ruolo importante è ricoperto da un grosso pane(dai 3 ai 5 chili l'uno -visibile anche in una delle mie foto) e sulla crosta porta dei simboli che identificano il Santo,destinatario del pane.Per esempio le tre sfere simboleggiano Gesù bambino-il rosario la Vergine Maria-il bastone -San Giuseppe.
Il rito
A Giurdignano il giorno prima (18 marzo)-tutta la popolazione gira il paese in processione con la statua di San Giuseppe e contestualmente il parroco benedice le tavole e il pane di San Giuseppe.
Da diversi anni la pro loco di Giurdignano imbandisce una grossa tavola al centro del paese e subito dopo la processione si celebra il rito.Rito che si ripete il 19 verso mezzogiorno nelle case dei devoti con i loro Santi.
I commensali si riuniscono intorno alla tavola e si dà inizio al rito.
Il soggetto che impersona San Giuseppe detta i tempi;egli inizia con l'assaggio di una pietanza accompagnata dalla preghiera.Una volta terminato tocca agli altri commensali procedere con gli assaggi,finchè San Giusepppe non batte tre volte la forchetta sul suo piatto.Quindi un devoto introduce una nuova pietanza e il rito si ripete.
Tutto questo è scandito dalle preghiere e dal rosario.
Le pietanze che si susseguono sono 9 e sono rispettivamente:
-i lampasciuni-i vermicedrhi-i bucatini al miele con mollica di pane fritta-
i ceci bolliti nella pignata(pentola di terracotta)-i cavoli lessi con olio d'oliva-il pesce fritto-lo stoccafisso-le pittole-il finocchio.
E' già da diversi anni che molti devoti hanno sostituito le pietanze sopra descritte con piatti crudi:un litro di vino-un litro di olio-un chilo di zucchero-un chilo di pasta-un chilo di pastina-scatolette di tonno -un chilo di ceci-un arancio ecc,ecc e naturalmete il pane di cui vi ho parlato prima.Ogni "Santo"prende e porta a casa propria i prodotti descritti crudi o cotti-
Invito gli amici, i frequentatori di questo blog a questa festa e bella tradizione ,se dovessero trovarsi nelle vicinanze di questo piccolo centro del salento in provincia di Lecce(esattamente a 40 Km da lecce)- Sarei onorato,insieme alla famiglia di mio fratello,se voleste visitare la tavola della famiglia Luigi Vilei-Da "santo" sono presente per accogliervi.Dimenticavo di dire che ad ogni visitatore della tavola viene offerta "la pagnotta" benedetta.
Ho esteso questa tradizione anche a Milano,tra i colleghi dell'ASL .Infatti,ritornato a Milano dopo la festa,porterò ai colleghi un pezzetto di pane benedetto di San Giuseppe.E' un rito che ripeto ormai da qualche anno.
Per ulteriori informazioni sono a vostra disposizione,contattatemi.

martedì 24 febbraio 2009

Il ponte girevole di Taranto


Ciao amici,
come vi dicevo nei precedenti post anche Taranto fa parte del salento,della terra nobile del salento.
Caratteristo e unico in Italia è il ponte girevole.
Il 10 marzo del 2008 si è celebrato a Taranto il cinquantesino anniversario dell'inagurazione del ponte girevole.Questo ponte è una struttura che collega l'isola del Borgo antico con la penisola del Borgo Nuovo.
Inaguarato il 22 maggio 1887 dall'ammiraglio Ferdinando Acton,il ponte sovrasta un canale navigabile lungo 400 metri e largo73 che unisce il mar grande al mar piccolo.
La struttura venne rimodernata negli anni 57-59,introducendo un funzionamento di tipo elettrico.
Le procedure di apertura e di chiusura del ponte richiedono complessivamente 2o minuti,durante le quali Taranto resta divisa in due.
E' uno spettacolo comunque il ponte sia chiuso o aperto sopprattutto guardarlo nelle ore notturne.
Vi invito,pertanto, a visitare Taranto,il suo ponte,il mar grande e il mar piccolo e a gustare gli ottimi piatti di pesce nei numerosi ristoranti della zona.
Un cordiale saluto
Gio' Vilei

sabato 21 febbraio 2009

Paparina-nuova ricetta salentina dell'amico Giuliano Longo


Ciao amici,

gli anni dopo la guerra sono stati difficili per tutti.Nel salento i nostri genitori,cercavano di sbarcare il lunario e a proposito.....cercavano di preparare un buon piatto con le risorse della terra:la paparina.Checos'è?

E' la piantina del papvero rosso,che si raccoglie nei campi dalla fine di gennaio alla metà di aprile circa,prima che produca il fiore perchè a tal punto non sarà commestibile.

Con questa paparina i nostri genitori un tempo preparano un piatto per mangiare....oggi diciamo che si può preparare con uno spirito diverso.Infatti si può unire l'utile al dilettevole.Si può programmare una passeggiata nei campi,all'aria aperta per raccogliere la paparina e poi dilettarsi a preparare la ricetta che vi trascrivo.Colgo l'occasione per ringraziare l'amico Giuliano che pur essendo al nord pe lavoro,non dimentica gli insegnamenti dei suoi genitori e ha sempre nel cuore il salento,in questo caso la cucina salentina.

Ricordate anche che c'è un detto che dice

"A paparina se oi cu te sape bona,paparina cu la cicora.Insomma quando andate a fare una passeggiata ricordate di raccogliere la cicoria di campagna insieme alla paparina,perchè insieme sono il massimo.


RICETTA


INGREDIENTI

Paparina,cicuredre(poche solo per ingentile il piatto-qualche coda di finocchio-olio d'oliva del salento-cipolla e peperoncino-olive nere paesame in salamoia,sale.)

Esecuzione

Mondare e lavare sia la paparina che le cicuredre(lasciarle prima nell'acqua fredda per farle addolcire un pò)

In una pentola capiente mettere l'olio in base alla quantità di verdura da cuocere,unire la cipolla tagliata in una Julienne sottile e un peperoncino anche secco,far dorare la cipolla e poi un pò alla volta unire le verdure,sempre mescolando in modo da farle passare tutte nell'olio;per ultimo unire le code di finocchio e un pò d'olive nere.A questo punto unire un pò d'acqua,salare e far cuocere il tempo necessario finchè le verdure non risulteranno tenere.

Vi auguro buon appettito.!!!!!!!

Fatemi sapere il vostro parere se preparate questa ricetta.Vi aspetto!!!!!!!!!!!!!!!

Un caro saluto e viva sempre,la tradizione e la cucina della terra nobile del salento.


Un abbraccio.

Il vostro

Gio' Vilei

sabato 7 febbraio 2009

FRASI,DETTI,MODI DI DIRE DIALETTALI SALENTINI(cliccate qui per vedere il video)

Ciao amici,
non è facile tradurre alcuni modi di dire,proverbi,detti dialettali del salento.Traducendoli in italiano perdono di significato-

Eccone alcuni:

Arrossì
(se fice comu na vampa de focu)

Incomprensione
(jou dicu fave e tu capisci pisedrhi)

Similitudine
(tantu si longu,quantu si fessa)

Il temporeggiatore
(na bbotta alla utte e una allu tampagnu)

La tristezza
(stia maru comu na cicora marsalura)

Rimasto d'asso
(rimase comu na zita nparata)

Una ragazza senza dote
(cui nuta)

La vergogna
(mintite la facce antrà lu farnaru)

L'inetto
(veni pane ca te mangiu)

La filosofia dell'ubriaco
l'acqua te face male,lu mieru te face campare

In silenzio
(nu parla,nu muscia)

Passo di sposa
scire a passu te zzita)

MASSIME
Il poco ti onora,il troppo ti sazia
(lu pocu te onora,lu ssai te binchia)

Chi non lavora ,non mangia.....
(ci alla fatia nu bbenta,alla fame nu parenta)

Sfortunato chi muore,chi resta fa festa)
(mmara a ci se ne vaje,ca ci resta face festa)

DEFINIZIONE DI AVVOCATO
L'avvocato è comu nu craune:quannu lu zzicchi stutatu te nquatara;quannu lu zicchi dumatu te brucia.
(L'avvocato è come un carbone: quando lo prendi spento ti sporca;quando lo prendi acceso ti brucia)

CONSIDERAZIONI
Allu squaiare della nive parene li strunzi(quando si sioglie la neve vengono fuori gli str.....)

E' meiu curnutu ca fessa:percè curnutu si a casa tua,fessa a drhu vai(è meglio essere cornuto che fesso:perchè cornuto sei a casa tua,fesso dove vai)

Dopu mangiatu e vippitu bene,na fumata na sustanza te tene(dopo aver mangiato e bevuto bene,una fumata è sacra)

E per finire........... i brindisi
Tanti anni fà alle feste,soprattutto ai matrimoni si usava fare il brindisi d'auguri.

Vi trascrivo quello che faceva mia mamma

Stu bicchieri e chinu e cutulatu;nu me lu biu no ca su carusa,se me lu biu me ota la capu,de l'amore meu su nnamurata.Rizzu me tegnu,Abbondanza me chiamu,aggiu giratu Napuli e Sardegna,aggiu giratu Napuli e Turchia,fazzu nu brindisi a tutta la compagnia

Un caro saluto
Gioacchino Vilei

(tratti dalla mia raccolta di poesie,detti e proverbi dialettali del salento)

giovedì 5 febbraio 2009

I MURETTI A SECCO-LI PAJARI a Giurdignano,nel Salento


Ciao amici,
I muretti a secco e li pajari sono la caratteristica del paesaggio agrario meridionale,ma soprattutto del Salento,ma purtroppo stanno sparendo senza che nessuno si preoccupi di tutlarli e soprattutto di ricostruirli.Mancano,infatti,spesso le professionalità necessarie a sostituire la preziosa manualità che si è persa.
Il Salento è una terra carsica bruciata dal sole che abbonda di materiale pietroso.Per rendere questa terra coltivabile i contadini hanno sudato ed è stato necessario ripulirla da tutte queste pietre che hanno poi utilizzato per fare i muretti a secco che delimitano una proprietà o li pajari che servivano per ripararsi dalla pioggia,dalla calura o per depositare gli attrezzi agricoli.
"lu paritaru" era anche uno dei mestieri antichi del salento che sta scomparendo.
Mi auguro che qualcuno pensi a tutelare un pezzo della nostra storia e soprattutto raccomando agli amici che non hanno visto il salento di andare in vacanza in modo da poter vedere,tra le altre cose,anche i muretti a secco e li pajari.
Cordiali saluti
Gioacchino Vilei

venerdì 30 gennaio 2009

Festival della canzone a Giurdignano-febbraio 1967-organizzato e presentato da Gioacchino Vilei


Ciao amici,

da ragazzi,a Giurdignano,in questo piccolo centro del salento non ci facevamo mancare nulla.Organizzai,con alcuni amici, "lu festivalla"-in un frantoio,ma non ristrutturato come se ne vedono tanti adesso,ma ancora i funzione.

Vi trascrivo dalla mia raccolta ,una poesia dialettale dalla quale si riesce a capire che nonostante non avessimo i mezzi d'adesso,riuscivamo a divertirci lo stesso.Dal febbraio del 1967 sono trascorsi 42 anni,ma credetemi il ricordo di quell'evento è ancora vivo in me e in tutti gli amici che vi parteciparono.Vorrei anche far capire a tanti giovani che non bisogna necessariamente aspettare che dall'alto qualcuno organizzi qualcosa per divertirsi,ma come diceva una mia saggia amica "bisogna far funzionare il cervello"-insomma muoversi,fantasticare,sognare,realizzare qualcosa che piace.


LU FESTIVALLA

(dedicata all'amico Luigi Bruno)


Quanta fatica,quanta pascenza

per fare lu festivalla a Giurdignanu nosciu.

Propriu nu festivalla

alla grande,cullu complessu

antrà lu trappitu;

si,propriu trappitu

trasformatu in teatru.

Nussù chiacchere,ma è veru

sulu ci ha faticatu

lu po sapire.

Nu mese e forse cchiui

lu trappitu a pulizzare ncuminciamme

e a provare le canzuni

cullu complessu "i pipistrelli"

Poi lu palcu,culli banchi

dell'asilu preparamme,

po tutte le meju tuvaje e

lenzuli de la dote le fimmine

ne pristara.

Era bellu,mutu bellu.

Li cantanti,la giuria,lu presentatore,

lu complessu,la premiazione;propriu comu a Sanremu,

e puru nu picca de invidia e d'emozione

i cantanti tiniane.

E le canzuni ?belle....belle

"bandiera gialla-nessuno mi può giudicare-ban bang-la fisarmonica ecc ecc "

E lu guadagnu ?Mutu,mutu,

appena pe na pizza antrà lu "ziu Cicciu"

E la soddisfazione?

Tanta...tanta...veramente


Gioacchino Vilei

venerdì 23 gennaio 2009

LA LUCE DI LEUCA,IL PARADISOALLA FINE DEL MONDO(cliccate qui per vedere il video)


Ciao amici,

vi avevo già parlato di Santa Maria di Leuca,la punta estrema d'Ialia.

Il giornale Lecceprima ha pubblicato di recente la bellissima foto che vedete con un commento di Giuseppe Callea,di Salve(un paesino in provinca di Lecce) che vi trascrivo.



"La luce di Leuca,il paradiso alla fine del mondo."

Questa è la sensazione che si prova quando i nostri occhi così lontani dal resto del nomdo,accarezzano con lo sguardo questo paesaggio di pietra,sole e mare.Eppure sento che questo posto va oltre le sue immagini.Questo capo di Leuca,immerso nella sua religiosità,nel suo sacro silenzio e nei suoi venti ,vive e pulsa nel cuore dei salentini...come un richiamo.

martedì 13 gennaio 2009

A pane cotta(o i mursifritti)-ricetta antica del salento


Ciao amici,

il mio amico Giuliano mi ha fornito una nuova ricetta che vi trascrivo.Una ricetta povera,utilizzando tutti gli avanzi del giorno prima.Vi posso assicurare che parecche persone,allora,tanti anni fà,si sfamavano con questo piatto.Ricordo ancora mia nonna quando la preparava,soprattutto come colazione al mattino prima di andare in campagna,nel periodo invernale e la chiamava "i mursifritti"-Accendeva il fuoco, e sutta lu cantune mintia la farsura.

Dedichiamo questa ricetta a quanti ricordano quei tempi e a quanti volessero adoperarsi per realizzala,certamente con uno spirito completamente diverso.


A PANE COTTA O I MURSIFRITTI (di Giuliano Longo-cuoco di professione)


Ingredienti(quelli che si hanno a portata di mano avanzati dal giorno/i prima)


legumi già cotti(fagioli o piselli)-cicorie di campagna(cicuredre)-pasta -rape-2/3 friselle spezzettate-olio d'oliva-acqua e sale quanto basta.


Preparazione

In una pentola capiente,mettere tutti gli ingredienti sopra descritti,velarli d'acqua,salare,aggiungere olio d'oliva e mettere a fuoco dolce in modo che cuocia tutto lentamente,coprendo la pentola con un coperchio.

Lasciar cuocere senza mai mescolare.Solo quando l'acqua sarà del tutto assorbita,cominciare a mescolare sino a quando sul fondo della pentola comincerà a formarsi una crosticina che non dovrà bruciare,per non far prendere il sapore di fumo alla pietanza.

Provate!!!!!!!

Buon appetito

Un saluto affettuoso


Gioacchino Vilei




venerdì 2 gennaio 2009

I mestieri antichi nel Salento(clicca qui per vedere il video del trainiere che canta)


Ciao amici,
il tempo passa e ognuno di noi porta con sè ricordi,avvenimenti,personaggi.
Chi ha qualche anno come me(è un modo di dire è anzianotto)-ricorda molto bene alcuni mestieri e i relativi personaggi,così come ricorda episodi e fatti accaduti relativi a tali personaggi.
Ecco alcune figure che ormai sono quasi scomparse ,oppure si sono modernizzate e hanno perso del fascino che le caratterizzava.

-Lu stagninu-lu conzalimmi e giustacofine-lu cantastorie-lu mnpajasegge-lu trainieri-lu banditore-lu ferracavalli- lu scarparu-la filatrice-la ricamatrice

Lu stagninu
ha avuto nel passato una grande importanza.Riparava i secchi-le pentole-i tegami-i coperchi-che si consumavano per il troppo uso.Ricordate le menze con le quali si andava all fontana per prendere l'acqua' e lu quatarottu ?

Lu conzalimmi e lu giusta cofine
Riusciva a riparare e a riattaccare con amore e bravura vasi-capasuni-limmi ecc-Il lavoro avveniva spesso all'aperto e i bambini si avvicinavano incuriositi e lui raccontava storielle vere o inventate che tenevano buoni bambini.

Lu cantastorie
Girava nel paese con una fisarmonica e il suo intento era quello di far conoscere al pubblico storie accadute .Nelle piazze e nele fiere ,aiutato anche da un cartellone dove veniano dipindi i fatti più importanti,cantava e alla fine passava con un piattino per ricevere qualche spicciolo.

Lu mnpaiasegge-
In moltssime famiglie l'arredamento era costituito dalla cascia,dall'armadio,dal letto e dalle sedie.
Queste sedie a volta si sfondavano e allora si ricorreva allu mnpaiasegge che provvedeva a sistemare il fondo con lo giunco

Lu trainiere
Non c'erano le auto e questi personaggi con il traino e con il cavallo trasportavano,su richiesta,qualsiasi tipo di materiale.Erano anche dei veri maestri perchè ritmando cullu scurisciatu,cantavano delle bellissime canzoni popolari

Lu banditore
questo caratteristico personsaggio girava per le vie del paese,si fermava in punti particolari dove c'era un capannello di gente e a voce alta scandiva le parole,avvertiva tutti su quanto era stato preventivamente predisosto dall'amministrazione e sugli eventi che dovevano verificarsi.

Lu ferracavalli
altra figura importante......potremmo definirlo il calzolaio dei cavalli.Allora non era difficile vedere un cavallo per strada,anzi accanto alle abitazioni c'erano le stalle o addirittura dentro casa c'erano i cavalli.

Lu scarparu
era il calzolaio che con tanta cura e pazienza sistemava le scarpe(tacchi-sole-menzesole)

La filatrice-la ricamatrice
La filatrice con il telaio e la ricamatrice a mano o col tombolo provvedeva a fare il corredo alle figlie.

Amici vorrei ricevere i commenti di quanti hanno conosciuto queste figure e anche qualche episodio particolare.
Ai giovanissimi voglio ricordare che anche questa è storia e trazione del salento.Sono disponibile comunque ad appofondire l'argomento, se richiesto.
Grazie per l'attenzione
Gio' Vilei

venerdì 28 novembre 2008

PITTULE-RICETTA PUGLIESE PER IL NATALE


Ciao amici,
per Natale,se volete preparare qualcosa di buono,preparate questa ricetta fornitami dal mio amico cuoco Giuliano di Giurdignano.


PITTULE

INGREDIENTI
1 kg di farina "oo"-un cucchiaio da pasto raso di sale fino(circa 15-20 gr)-1 panetto di lievito di birra fresco-1 cucchiaiio da the di zucchero-600 ml. di acqua circa-abbondante olio per friggere(il mio amico consiglia quello di arachidi)

ESECUZIONE
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida con lo zucchero e il sale,unirvi la farina sino ad ottenere un impasto morbido.Lasciar lievitare l'impasto per circa due ore al caldo.
Adesso attenzione !!!!
Rimescolare un pò l'impasto,prendere una quantità d'impasto che stia in una mano,stringerlo e far fuori uscire tra il pollice e l'indice una pallina,che vi aiuterete a staccare con l'ausilio di un cucchiaio,immergendola subito nell'olio ben caldo.Cuocetene un pò la volta fino a completa doratura,mescolandole in continuazione.
Si dovrebbero ottenere delle frittelline più o meno tonde,che si fanno asciugare su carta assorbente e si servono subito ben calde.
Volendo si possono arricchire con olive nere,cavolfiori,capperi,ma le più buone secondo Giuliano sono quelle semplici che faceva sua nonna.

BUON LAVORO E BUON APPETITO
Giò Vilei

Cartiddrate-ricetta pugliese per il Natale

Ciao amici,
proseguo con un'altra ricetta Pugliese,tipicamente natalizia.
Ringrazio il mio amico Giuliano di Giurdignano,che fà il cuoco, che è stato gentilissimo a inviarmela ed ha tenuto conto nella preparazione dei consigli dei suoi nonni.

CARTIDDRATE

INGREDIENTI:
1 kg di farina "00"-un bicchiere d'olio d'oliva-una buccia d'arancia non trattata-50 gr di zucchero-300 ml di succo di arance(spremute fresche)-acqua q.b.-un pizzico di cannella,facoltativo-un pizzico di sale-abbondante olio per friggere(il mio amico consiglia quello di arachidi)-miele mille fiori per glassare le cartiddrate a piacere-50 gr di anicini(zuccherini colorati)

ESECUZIONE
Far sfumare nell'olio ben caldo la buccia d'arancia,disporre la farina a fontana e versarvi sopra l'olio,privandolo della buccia d'arancia.Passare tutta la farina sfregandola tra le mani in modo che si assorba tutto l'olio omogeneamente.A questo punto unire unire lo zucchero,il sale e se gradite la cannella.Far intiepidire il succo delle arance spremute e incominciare ad impastare il tutto,quindi aggiungere un pò d'acqua tiepida per volta ,sino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo che si riesca a stendere con il mattarello.A questo punto stendere la pasta in una sfloglia sottile,tagliare delle striscie larghe 5 cm e lunghe circa 50.
Piegarle a metà nel senso della lunghezza e pizzicare i bordi della striscia ogni 3 cm dal lato dei lembi aperti,arrotolare ogni nastro su se stesso unendo nei punti lasciati aperti in precedenza come a formare delle rose.
Friggere le cartiddrate poche alla volta in abbondante olio,fino a completa doratura e farle asciugare su carta assorbente,quindi disporle su un piatto,glassarle con il miele scaldato con un filo d'acqua e spolverarle con gli anicini colorati.
Esiste la variante con il vino cotto speziato al posto del miele(personalmente preferisco quelle col miele).
E' meglio prepararle il giorno prima di servirle.Si conservano bene per due settimane in scatole ermetiche.
Buon lavoro e buon appetito.
Gio' Vilei

mercoledì 26 novembre 2008

Altra ricetta natalizia-"i purcidrhuzzi"


Ciao amici,
ecco un'altra ricetta tipica del periodo natalizio.


I PURCIDRHUZZI

INGREDIENTI
Kg 1 di fior di farina
gr 200 di olio
gr 200 di vino bianco
1 arancia(la buccia e il succo)
1 bustina di lievito per dolci
-miele
cannella
pinoli q.b.


PREPARAZIONE
Si impasta la farina con i diversi ingredienti e si lavora a lungo.Si formano poi dei maccheroni del diametro di un centimetro da cui si ritagliano dei pezzi lunghi non più di un paio di centimetri.Si appoggia ogni pezzo di pasta sul retro di una grattugia o,come si faceva anticamente,su di un pettine da telaio e si esercita una leggera pressione con il dito per incavarlo e nello stesso tempo decorarlo.I purciddrhuzzi si friggono in abbondante olio bollente,finchè non sono cotti e dorati.Si passano poi in una casseruola dove si è riscaldato il miele e,dopo averli girati e rigirati per qualche minuto,perchè si imbevano bene,si adagiano su un piatto di portata,si spolverano di cannella e si coprono di pinoli.
Buon appetito!!!!!.

Vermicelli col baccalà-ricetta tipica salentina Natalizia

Ciao amici,
mi rivolgo ai salentini che certamente conoscono queste ricette preparate dalla nonna o dalla mamma ma anche a tutti quelli che amano il salento e la sua cucina.
Natale si sta avvicinando e invito tutti a preparare qualche pietanza tipica seguendo i consigli di un'amica,LUCIA D'alba che è molto giovane ma si è fatto dare le ricette dai suoi genitori.

VERMICELLI COL BACCALA'

Ingredienti
800 gr di baccalà
500 gr di vermicelli di grano duro fatti a mano possibilmente
2 o 3 porri(spunsali)
1 mazzetto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
olio(q.b.)
300 gr di salsa di pomodoro

PREPARAZIONE
E' un piatto tradizionale della vigilia di Natale-In una teglia si fa dorare nell'olio uno spicchio d'aglio,si cuoce il baccalà con due 3 porri(spunsali) tagliati grossolanamente ed un mazzetto di prezzemolo.Quando si cuoce tutto fino ad imbiondirsi,si aggiunge il sugo di pomodoro e si lascia bollire,con sale e pepe quanto basta.Intanto si cuociono a metà i vermicelli,si scolano,si mescola il sugo di cottura del baccalà fino al ultimare la cottura.Prima di portare in tavola si guarnisce la zuppiera della pasta con i pezzetti del baccalà.
Buon appetito!!!!!

venerdì 21 novembre 2008

OTRANTO,CITTA' MERAVIGLIOSA,MERITA DI ESSERE VISTA


Ciao amici,mi rivolgo soprattutto a chi ama "Otranto"e agli amici che invito a visitarla .
Una magnifica città del salento è otranto,a due passi da Giurdignano e da Porto badisco,località stupenda e incontaminata.
E' la città più orientale d'Italia:la punta Palascia,fuori dal centro abitato,è il punto posto più ad est della penisola italiana.E' il punto dove sorge prima il sole in Italia.
Non voglio descrivere qui i suoi alberghi,ristoranti luoghi di ritrovo perchè basta andare su internet, cliccare su Otranto e troverete di tutto e di più.
Vi invito solo a visitare questa città perchè non ve ne pentirete.Merita,tra l'altro, di essere vista:la cattedrale con il suo mosaico pavimentale-la chiesa di San Pietro-il castello aragonese e poi tutte le stradine,strette e caratteristiche anche per i loro negozi.
A quanti invece come me hanno una certa età e da ragazzi andavano a Otranto,allora con il traino o con la bicicletta dedico questa mia poesia dialettale che fa parte della mia raccolta del 1991.
Penso che molti di voi si riconosceranno e rivivranno quei bei tempi lontani.

UTRANTU MEU
Utrantu,si statu sempre bellu
e a mie mutu caru,
sia moi sia quannu eru vagnone;
me sentu na cosa ntra lu core
quannu sentu parlare de tie.

La spiaggia preferita
era la punta.
Certe fiate vinia cu lu trainu
oppuru culla vespa ca tannu
sulu patrima tinia a Giurdignanu.

E poi...lu bagnu...anzi
tanti bagni allu mare piccinnu,
antrà li cuti me facia.
A menzatie poi,propriu sulli cuti
mangiavane la pasta sciutta
ca nerene purtata de casa
e puru lu milune.

Comu era bellu
comu me piacia sciucare
cu fraima lu Pippi e culli
amici mei.

Moi,maggiu fattu cranne
nu te visciu comu prima
percè stau luntanu,
tie si divintatu mpurtante
ma pe mie si sempre comu prima.

Utrantu,puru ca nussù de quai,
nulli face nienti:fane finta ca teni
nu fiju de cchiui.

martedì 4 novembre 2008

La festa patronale di San Rocco a Giurdignano(Lecce)


Ciao amici,
ritorno sull'argomento con una mia poesia dialettale nella quale potete vedere gli usi e costumi di tanti anni fà.....ma che adesso non sono cambiati molto.........forse son cambiate le motivazioni e le emozioni.
San Rocco è il protettore del mio paese,Giurdignano.

LA FESTA DE SANTU ROCCU

E' spicciatu lu tiempu
quannu cu tanta ansia
la festa de Santu Roccu se spittava.

Nu mese prima o forse cchiui
la casa se llattava,
poi allu vestitu se pinsava.
Ci putia,tuttu confezionatu
se lu ccattava,ci nu putia
la stoffa allu mercatu se pijava
e lu mesciu ne la cusia.
Se era pussibile puru
le scarpe nove ne ccattaune;
dipinnia se l'annata era bona
e se no quidre de la uttisciana
culla crema ne pulizaune.

Na simana prima ,la parazione rriava
e nui vagnoni ancontru lu carru sciane.
La festa poi se spittava,
anzi la viscilia
ca le barracche riaune e
versu sira sintivi critare:
Lu Costa osciu,belle e caute le nuscedrhe

La sira la processione se facia
lu Sindacu la stola se mintia
e dopu la funzione e lu Te Deum
la serata antrà la Tunata
cu nu pezzettu,menzu quintu
e na gassosa se spicciava.

La mmane de la festa la banda
lu paese era girare
e puru se facia cautu,
nun c'era nienti de fare.
Poi alla missa cantata
tutti erane scire
ca lu panegiricu erene sintire
de nu predicatore vinutu de luntanu
e guai a idrhu se nu parlava de li miraculi
de Santu Roccu e se nu spicciava la predica
culli benedici....benedici...

Spicciata la missa
subitu a casa sciune a mangiare
la pasta cullu sucu,lu lacciu,lu milune,anzi ddoi miluni:
unu de acqua e unu de pane.

La sira tutti cangiati
cullu vestitu nou
le banne se spittaune:
una de na vanna e una de l'autra
percè s'erene ncuntrare a
menzu la chiazza sunannu la
marcia triunfale.

Poi ncuminciava la serata
e le banne se alternaune
a sunare li pezzi d'opera lirica.

Alla fine culli fochi
la festa se spicciava
e stracchi e strutti a
durmire sciune.

Quista era la festa de Santu Roccu
de tanti anni rretu: E Moi?

sabato 1 novembre 2008

le feste patronali nel Salento


Ciao amici,
le feste patronali sono ormai una bella tradizione del Salento.
Ritengo però che bisogna rinnovarsi,nel rispetto della tradizione.
Secondo il mio modesto parere si spendono troppi soldi e si spendono male.
Spesso si invitano due,tre gruppi bandistici,ma poi nessuno o quasi ascolta la musica perchè c'è un chiasso infernale.
lLa cassa armonica andrebbe collocata in un posto più tranquillo,allestendo delle sedie dove la gente può sedersi e soprattutto bisognerebbe commentare il brano che si sta eseguendo.In questo modo forse anche i giovani potrebbero avvicinarsi alla musica classica.
Una piccola parte degli incassi della sottoscrizione andrebbe destinata a qualcosa che poi resta nella storia-per esempio ad un'associazione o altro.
In questo modo forse si potrebbe coniare un altro detto dialettale
"passata la festa.....è rimastu puru qualcosa" anzichè l'attuale detto
"passata la festa,gabbatu lu Santu"

Amici salentini cosa ne pensate?

Un caro saluto
Gio'